dolori pelvici da 3 mesi senza una diagnosi

    DOMANDA

    Gentile Dottore,
    da ormai tre mesi accuso dolori pelvici invalidanti, che non mi permettono di andare a lavorare e spesso mi costringono a letto, ho anche saltuariamente una febbricola che oscilla sui 37/37.3 (la mia generalmente è 36.7).
    Ho fatto qualsiasi tipo di esame: analisi del sangue (leggera alterazione di ves, pcr e igg4), esami delle feci, risonanza con mezzo di contrasto alla pelvi (utero fibromatoso), tac addome completo con mezzo di contrasto (tutto nella norma), isteroscopia (tutto nella norma, hanno tolto un piccolo mioma di 1 cm), colonscopia (colon perfetto). Non so più a quale specialista rivolgermi, avendone visti davvero tanti e non essendo riuscita a trovare la causa, ad avere una diagnosi. Nel frattempo ieri ho iniziato il Gabapentin per capire se si può trattare di un dolore neurologico e per riuscire a sopportare dolori a volte insostenibili. Forse, addirittura, la sensazione di irritazione e infiammazione delle viscere è il sintomo ancora più invalidante del dolore.
    Volevo chiederle se esiste un virus, o un batterio, che può dare questi sintomi invalidanti addirittura per 3 mesi continuativamente e senza alterare l’alvo.
    Ho indagato anche sui virus e batteri più comuni ma sono negativi: citomegalovirus, mononucleosi, epepatite.
    All’inizio ero positiva alla clamidia e si pensava potesse essere la causa dei dolori. Dopo 22 giorni di antibiotico è stata sconfitta…adesso sono negativa, eppure i dolori non passano.
    Mi suggerisce altre analisi?

    RISPOSTA

    Gentile Lettrice,
    quanto sommariamente descrive è estremamente vago ed insufficiente per formulare una qualsivoglia ipotesi diagnostica. Il riferimento che fa alla Chlamydia mi indurrebbe a ritenere che sia stato dai curanti posto il sospetto diagnostico di Pelvic Inflammatory Disease (PID) e per questo istituito un trattamento antibiotico (che non viene specificato). Non ho alcun suggerimento se non quello di rimanere sotto stretto controllo medico effettuando una visita ginecologica con eventuale esecuzione/ripetizione dei tamponi vaginali.

    Cordiali saluti.

    Prof. Roberto Cauda