dopo terapia ormonale con casodex…

    DOMANDA

    Buongiorno dottore sono Anna figlia di un paziente che da novembre scorso e’ in cura ormonale con casodex associato ad enantone e zoometa.Avra gia capito il quadro clinico che brevemente le riassumo:Da un psa 8’1(con visita urologica da protocollo nella norma,con conseguente cura antibiotica da protocollo),dopo neanche un mese arriviamo ad un psa di 86’1.subito esame istologico ed a seguire scintigrafia ossea(poiche la deambulazione elo stato generale si aggravavano visibilmente)con risultato glaesod 5+5 e metastasi diffuse.da gennaio scorso dopo un ricovero x stabilizzare e iniziare tutto il decorso terapeutico farmacologico,e’ in terapia fino a 2 mesi fa con casodex 50 .siamo passati poi al 150 visto che il psa aveva ricominciato ad alzarsi(50) .ora mi hanno proposto la terapia chemioterapica.avrei bisogno di capire se la terapia con firmagon potrebbe essere un secondo steep prima della chemio poiche chi lo ha in cura ora nn ne vuol sapere dicendo che parliamo della stessa cosa che fino ad ora e’ stato fatto.Leggo dalle recenzioni del farmaco che il procedimento e’ innovativo, ora nella mia ignoranza nn mi e’ chiaro tutto il quadro. sento parlar troppo di protocolli … dopo il casodex esiste solo la chemio?? la ringrazio anticipatamente x l’attenzione che mi vorra’ concedere . cordiali saluti Anna

    RISPOSTA

    Gentile sig.ra Anna,
    l’approccio dei colleghi al caso di Suo padre, per le poche informazioni ricevute, sembra corretto. Se la malattia è peggiorata (nelle indagini radiologiche e come livelli di PSA) assumendo la terapia ormonale e il signore ha metastasi diffuse, è necessario sottoporre il paziente ad una chemioterapia di prima linea. Per una malattia come questa, resistente alla terapia ormonale standard e diffusa, è sicuramente il trattamento che può dare maggiori risultati. L’esaustività di questa risposta è ovviamente limitata dalle poche informazioni, non conoscendo l’età del paziente, le sue eventuali malattie concomitanti e le sedi della malattia, ma dalle notizie presenti nel suo messaggio, la proposta di terapia dei colleghi appare giusta e condivisibile.
    Cordiali saluti,
    dr Luca Gianni