DOMANDA
Buongiorno Dottoressa
Ci siamo scritte qualche giorno fa in merito al mio rapporto con Marco, persona dolce ma molto schiva e lei mi ha parlato di comunicazione empatica. Volevo raccontarle cosa è successo ieri. Come le ho già detto Marco è molto riservato circa la sua vita ma soprattutto ci tiene ad apparire sempre forte. Beh ieri ci siamo incontrati al bar dopo il lavoro, io andavo di fretta ma lui mi ha chiesto se potevamo sederci un attimo e bere un caffè. Parlando del più e del meno, Marco ha iniziato a raccontarmi di lui, dei sui problemi economici che lo preoccupano molto. Nonostante abbia un ottimo stipendio non riesce a gestirsi come vorrebbe, capisce di sbagliare ma non è capace di mettersi in riga. Non ne parla con i suoi perché non vuole che lo vedano in difficoltà, sono dieci anni che condivide la casa, spese e problemi con un amico ma essendo anche l’altro simile a lui, con le stesse debolezze e gli stessi vizi (fumo.) trovare un punto di riferimento non è semplice. Io lo ascoltavo, pensavo a quello che lei mi ha scritto nel suo post e, invece che giudicare il suo comportamento, l’ho ascoltato tutto il tempo cercando di tranquillizzarlo e di sdrammatizzare un pò. Mi ha colpito il fatto che lui mi abbia parlato di cose così intime nonostante ci conosciamo da poco tempo e nonostante il fatto che lui difficilmente si fa vedere in difficoltà. Secondo lei inizia a sbloccarsi con me?
RISPOSTA
Certo ! Lui (come chiunque) non è la somma dei suoi problemi né potrebbe essere la risultante dei suoi successi. Il modo in cui affronta i problemi e vive i successi però fa la differenza.
Lei – ascoltandolo senza giudicarlo – gli ha consentito di mettere in campo le emozioni e le incertezze legate a ‘ciò che gli capita’.. E’ evidente che ‘si sta sbloccando’.
Per quando riguarda il suo atteggiamento di ascolto direi che ‘tranquillizzare’ (senza interrompere, ma anzi sostenendo la comunicazione) è modalità empatica.. ‘Sdrammatizzare’ lo è un po’ meno nella misura in cui porta a sminuire quello che l’altro vive invece come problema e che costituisce il ‘pretesto’ per esprimersi.. Intendo dire che ha la priorità il suo raccontarsi e il fare chiarezza nel suo vissuto emotivo rispetto alla problematicità che porta (reale, esagerata, sminuita.. distorta.).
Ciò che sottolineerei di cruciale è che dal suo scritto non colgo nulla sulle emozioni sue (di lei) . Credo che ciò che lei sente mentre lui si esprime abbia un significato importante non solo allo scopo di eventualmente aiutarlo, ma anche per meglio comprendere e semmai fare crescere la vostra relazione.
Tenga presente inoltre che nell’interagire con lui (come con qualsiasi altra persona) anche lei cambia. Non usciamo mai da un contatto con altri uguali a prima, a maggior ragione quando l’altro espone parti ‘riservate’ di sé.
La invito quindi a riflettere sulle sue (di lei) emozioni . e se verrà l’opportunità ad aprirsi con lui sempre più su un piano emotivo..