Dottore un suo parere

    DOMANDA

    Egregio Dottore,
    sono stato operato di prostaectomia robotica radicale in un famoso centro di Milano. Dal principio il mio urologo mi consigliò quella a cielo aperto, in quanto secondo il suo parere, lasciava meno margini chirurgici positivi e si poteva vedere meglio il tutto.L’urologo che mi ha operato mi ha detto che no era vero in quanto le celleule non si vedono e lui faceva l’esame estemporaneo della prostata.Da quest’esame è risultato che il tumore abbia oltrepassato la loggia prostaticae lui ha dovuto recidere ancora.Ora mi chiedo se fosse stato meglio la chirurgia a cielo aperto e se cisono dei limiti della robotica.Grazie

    RISPOSTA

    Non è importante la tecnica con cui si esegue la prostatectomia radicale ma è importante che la tecnica sia eseguita correttamente.
    Generalmente, sulla base dei parametri di valore di PSA, numero di biopsie positive e grado di Gleason si valuta quale sia la probabilità che una malattia sia confinata all’organo o che sia uscita dalla prostata. Queste probabilità sono note da anni e tutti gli urologi le calcolano per decidere che tipo di prostatectomia debba essere effettuata: radicale classica con asportazione di prostata, fascia endopelvica, con tutto il suo contenuto (anche i nervi erigenti) ed i linfonodi regionali. Oppure la cosiddetta radicale con risparmio dei nervi (‘nerve sparing’ in inglese) quando la stadiazione clinica calcolata con i parametri di probabilità citati prima, suggerisce che non sia pericoloso alsciare il tessuto periprostatico contenente i nervi. I margini positivi rappresentano tessuto neoplastico lasciato in sede dopo l’asportazione della prostata effettuata con una delle due modalità citate sopra. Questa evenienza può essere presente in maggiore o minore percentuale in qualsiasi modo venga effettuata la prostatectomia, sia con la radicale classica sia col risparmio dei nervi, anche se in quest’ultimo caso le percentuali di margini positivi sono maggiori. Quindi conviene ricordare che non è la prostatectomia a cielo aperto o la robotica che lasciano più o meno margini positivi, ma la corretta indicazione all’intervento più o meno allargato suggerito dalla stadiazione clinica.