DOMANDA
Salve dottore,
ho 45 anni, a metà luglio in seguito a caduta in moto ho subito lussazione anteriore della spalla sinistra con frattura del trochite; la lussazione è stata ridotta dopo qualche ora, e nei giorni seguenti sono stato operato a cielo aperto per l’inserimento di due viti al trochite.
Fino ad oggi ho completato due cicli di fisiokinesiterapia, e sto terminando un ciclo di 30 gg (6-8 ore al giorno) di magnetoterapia con apparecchio twin-cemp; in più frequento una piscina.
Nonostante tutto, anche se l’articolazione è notevolmente migliorata, a quasi 3 mesi dall’incidente il braccio fino al gomito e a volte anche fino alla mano è dolente, e riesco ad alzarlo sopra la testa solo con molto sforzo e dolore. Il chirurgo che mi ha operato mi visiterà di nuovo a giorni dopo una ulteriore radiografia, sconsigliandomi di fare ecografia o RMN perchè a suo parere nessuno di questi due esami darebbe risultati chiari, in presenza delle viti, per una valutazione dello stato della cuffia dei rotatori, per cui è orientato a programmare la rimozione delle sintesi, e solo dopo effettuare la RMN.
La domanda che le porgo è in particolare una: possibile che non ci sia modo di diagnosticare una eventuale lesione della cuffia in presenza delle viti, e intervenire così in unica soluzione per la loro rimozione e soluzione del problema alla cuffia?
Grazie molte.
RISPOSTA
Buongiorno, il suo caso è davvero interessante, in quanto pone alcuni quesiti molto ben formulati.
Cercherò di essere esaustivo e conciso: è vero, in presenza delle viti una risonanza magnetica potrebbe essere di difficile se non impossibile interpretazione riguardo a una lesione di cuffia.
D’altronde, già la radiografia e un attento esame clinico, a distanza di 3 mesi dall’intervento, potrebbe indirizzare il chirurgo verso un sospetto di lesione o meno.
La riparazione di un’eventuale lesione può assolutamente essere trattata in sede di riozione delle viti, intervento che andrebbe comunque eseguito alla guarigione della frattura del trochite, che potrebbe avvenire anche a 4-6 mesi dall’intervento.
Personalmente, eseguirei una visita accurata, valuterei forza e mobilità della spalla, valuterei i segni di cuffia e programmerei l’intervento con una prima parte artroscopica, per eventualmente affrontare la lesione di cuffia e subito dopo un accesso aperto per togliere le viti.
Se ha altri dubbi non esiti a scrivere.
Cordiali saluti.