DOMANDA
Gentilissima dottoressa,
questa mattina ero dal medico a causa di una forte stanchezza dovuta ad un periodo di grande impegno,e mentre sedevo in sala di attesa mi è rivenuto in mente (praticamente dal nulla) un episodio d’infanzia.Andai con mia mamma dal pediatra,un uomo sulla cui correttezza metterei le mani dul fuoco,anche a distanza di più di venti anni. Mi piaceva quell’uomo, mi fidavo, mi sentivo sicura, protetta e coccolata e accolta. Era nel suo studio con un altro uomo che non mi fu presentato ma non credo avesse il camice bianco, ricordo di avere pensato fosse un rappresentante. Insomma, durante la visita il mio pediatra, alla presenza dell’altro, fece una manovra che io ho percepito come “sbagliata”. Mi ricordo il grande disagio, la vergogna, l’umiliazione che provai, sebbene solo bambina. Questo episodio mi è sempre rimasto in mente, ma solo questa mattina è uscito fuori con una grande potenza, che mi fa pensare che il mio disturbo alimentare, il mio disagio con me e con il mondo, il mio nascondermi, possa essere iniziato da lì. Una mia amica durante la terapia ha scoperto di avere molto probabilmente subito da piccola abusi, e quando mi raccontava, è come se riuscissi a sentire le stesse cose, anche se nessuno in famiglia mia mi ha mai fatto del male, per fortuna. Adesso mi chiedo: può questo ricordo dal dottore assumere la sua reale importanza ora? E se sì, come lo gestisco? Che ci faccio? Come lo uso? Quanto vale il suo peso? Grazie
RISPOSTA
La realtà presenta molte incertezze. E’ sempre preferibile che queste si riferiscano al futuro anziché al passato. Il passato non ci appartiene più e talvolta viene ricordato in termini imprecisi o distorti. Sono il presente e il futuro le dimensioni che possiamo vivere.
Lei mi parla di un presente fatto di disagio, di desiderio di nascondersi, di rapporto conflittuale con il cibo. Sono tutte disposizioni che rischiano di condizionare anche il futuro.
Il mio invito è quello di non stare troppo sulle cause o supposte tali del suo malessere, ma di costruire risorse positive che le consentano di affrontare meglio la sua vita.
Non si soppesi in termini di risultati o di pregi o difetti, di cose accadute o non, ma si accolga per quella che è… Non neghi neppure il suo vissuto emotivo, ma neppure si lasci sovrastare da esso, soprattutto quando deriva da eventi su cui lei non ha alcun controllo, perché passati o appartenenti al mondo fantastico o alla vita altrui.
Ci sono sempre tante pagine da voltare nell’esistenza. Lo faccia ora concedendosi di essere libera di esprimere se stessa, di amarsi, di uscire dagli eventuali nascondigli… Lei può essere più felice e la incoraggio a costruire in tal senso con tutti gli strumenti e a fianco di tutte le persone che riconoscerà favorirle il suo cammino, quello che la porterà ad essere la persona unica ed irripetibile che ognuno è..
Non abbia fretta, ma neppure rinunci a quella luce che c’è fuori di qualsiasi tunnel (disturbo alimentare, depressione…) e che la aspetta.
Nel mondo c’è uno spazio di gioia per tutti e che nessuno le porterà via… Lo conquisti presto !
Un caro saluto