DOMANDA
Gentile Dottor Gaetani,
anni fa mi riscontrarono una ernia discale mediana e paramediana sinistra in L4-L5 e una lieve protusione in L5-S1 che, col tempo e con fisioterapia, guarì. La scorsa estate, quattro anni dopo, in seguito ad un banalissimo movimento, mi si è ripresentata in maniera a dir poco….devastante. Oltre al consulto del neurochirurgo, ho recentemente letto con attenzione le esaustive risposte che Lei e i suoi colleghi, avete rilasciato per casi analoghi al mio.
Avrei quindi una domanda da porLe, importante per le mie prossime decisioni: tra un’ernia operata e una (si può dire?) “auto-riparata”, c’è una differenza in termini di recidivia?
La soluzione chirurgica, con relativa “pulizia” dei frammenti e aspirazione del nucleo, rende più difficile il ripresentarsi della patologia rispetto ad un’ernia guarita da sola oppure le probabilità di ricaduta sono esattamente le stesse? A parità di terapie riabilitative, ovviamente.
La ringrazio per la cortese disponibilità
Mauro
RISPOSTA
Caro Mauro,
paradossalmente le probabilità di recidiva sono analoghe sia nei casi operati che in quelli non operati. Con la differenza che nei pazienti operati ci sono anche complicanze legate alla formazione di aderenze attorno alle radici nervose. Per questo provi ancora con il trattamento riabilitativo. La chirurgia si impone quando c’è un deficit neurologico oppure il dolore persiste nonostante il trattamento conservativo intensivo.
Distinti saluti
P.Gaetani
