DOMANDA
Spett.le Dott. Gaetani, ho 35 anni e da 2 anni ho problemi di ernie (L4; L5) che nei periodi di dolore ho sempre curato con discreti risultati, ma a metà luglio il solito dolore alla schiena è sceso lungo la gamba fino alla parte anteriore del piede. Ho immediatamente contattato un medico che mi ha prescritto antinfiammatori e cortisonici, senza però ottenere grandi risultati, così ho rifatto la risonanza magnetica che ha evidenziato un ingrossamento dell’ernia L5 con migrazione di un frammento verso l’alto. Ho contattato due neurochirurghi, uno dei quali mi ha consigliato un intervento di microdiscectomia con l’asportazione totale del disco vertebrale; mentre un altro dopo avermi detto che la funzionalità del piede (al momento lo sento debole, con difficoltà a camminare sul tallone) non è recuperabile e non lo sarebbe stata neanche operandomi il giorno successivo all’inizio del dolore, ha categoricamente sconsigliato l’intervento ed in particolare la microdiscectomia. Lei che cosa mi consiglia? Grazie. Emiliano.
RISPOSTA
Caro lettore
le indicazioni all’intervento sono ben codificate nelle linee guida pubblicate dall’Istituto Superiore di Sanità (ISS) e prevedono, succintamente, che è indicato l’intervento nei casi di dolore superiore alle 8 settimane, refrattario al trattamento con cortisone e con deficit persistenmte della forza nel territorio congruo con l’ernia. Nel suo caso se la clinica che lei ha descritto è persistente da inizio luglio e non è in via di progressivo miglioramento, c’è una corretta indicazione all’intrevnto chirurgico
Distinti saluti
P.Gaetani
