DOMANDA
Gentile Dottore, le sarei grata di ricevere il suo autorevole parere sulla mia situazione in quanto sono molto preoccupata per la mia vita ed il mio futuro.
Sei mesi fa, a seguito di un movimento improvviso di torsione del busto, inconsapevole delle possibili conseguenze, ho riportato una forte sofferenza della schiena. La RMN ha evidenziato voluminosa ernia discale d11-d12 con riduzione dello spazio. Avevo già ernia L5-S1. Non ho dolori particolarmente forti ma ho difficoltà a camminare, anche in casa, perché avverto una mancanza di ammortizzazione ed elasticità dei miei passi e senso di debolezza della colonna vertebrale, come se questa non mi sostenesse adeguatamente. Ho come la sensazione che il disco sia letteralmente rimasto stritolato tra le vertebre durante la torsione.
Prima di questo evento ero una persona molto dinamica
Le mie domande sono le seguenti:
E’ possibile che una torsione-flessione momentanea del busto possa aver stritolato il disco provocando danni permanenti di tale entità o la situazione potrà rientrare con un adeguato lavoro muscolare? Potrebbe trattarsi solo di una contrattura persistente dei muscoli paravertebrali?
In sede D11-D12 è possibile una discectomia con applicazione di protesi che possa ridare sostegno alla colonna e risolvere anche il problemi di deambulazione e di debolezza della schiena.
Insomma, ho qualche speranza di ritrovare una sensazione di normalità o devo rassegnarmi ad una vita in condizioni invalidanti?
RISPOSTA
Gentile Sig.ra.
E’ possibile, ma raro, che ernie discali dorsali diano conseguenze cliniche marcate, in quanto il canale vertebrale a tale livello è generalmente maggiore del canale vertebrale lombare.
Premesso questo, l’ernia a tale livello potrebbe in alcuni casi causare una sofferenza radicolare o midollare, che spiegherebbe la sintomatologia da Lei riferita.
Nella maggior parte dei casi, l’ernia dorsale tende spontaneamente a ridursi progressivamente di dimensioni e la sintomatologia tende a regredire, anche se i tempi possono essere un po’ lunghi.
E’ necessario, quindi, che si sottoponga ad una visita fisiatrica o neurochirurgica, per valutare la presenza e la gravità di eventuali segni di sofferenza radicolo-midollare e poi si può iniziare un trattamento conservativo (trazioni vertebrali, rieducazione motoria o altro) al fine di ridurre la sintomatologia.
E’ possibile il ricorso alla discectomia ed alla stabilizzazione vertebrale, ma è da prendere in considerazione solo se fallisce il trattamento conservativo.
Cordiali saluti ed auguri
Dott. Vincenzo Rucco