DOMANDA
Egregio dott. Toso,
ho 52 anni, sono alto 177 cm. e peso 80 Kg. Da molti anni soffro di mal di schiena e ho quindi deciso di acquistare la rete ortopedica da lei studiata con una ditta produttrice di materassi con relativo materasso. Purtroppo a distanza di 20 giorni circa dall’utilizzo degli stessi il dolore in zona lombare si è acutizzato impedendomi di dormire e protraendosi in maniera persistente durante tutta la giornata.
Una recente risonanza magnetica ha evidenziato tali patologie: in C5-C6 modesta protusione discale in sede mediana che impronta il sacco durale, in C6-C7 ernia discale in sede paramedica-intraforaminale destra che riduce l’ampiezza del rispettivo forme di coniugazione, in L1-L2 ernia discale posteriore in sede paramedica dx che si estende per alcuni mm nel canale neurale in senso craniale ed impronta la parete anteriore del sacco durale e la radice nervosa L1 e L2, in L3-L4 ernia discale posteriore in sede laterale sx che impronta la parete anteriore del sacco durale e la radice nervosa L3, in L4-L5 protusione discale focale in sede mediana-paramediana sx che impronta la parete anteriore del sacco durale, in L5-S1 riduzione in spessore del disco e protusione discale focale in sede mediana-paramediana dx che impronta la parete anteriore del sacco durale e la radice nervosa L5 e S1.
Gentilmente le chiedo se io necessiti di un tempo più lungo per adattarmi al nuovo letto o in quale altro modo possa eventualmente intervenire.
La ringrazio anticipatamente e le porgo i miei più cordiali saluti.
RISPOSTA
L’esito della sua risonanza evidenzia che lei passa troppo tempo con la colonna vertebrale in flessione. Prima le spiego che cos’è la protrusione e l’ernia del disco, in modo che lei possa comprendere cosa occorre fare per stare bene con la schiena.
Immagini di avere una saponetta bagnata tra le mani. Solo quando le palme sono perfettamente parallele tra di loro la saponetta è stabile: posso esercitare anche una certa pressione ed essa non scivola. Se, invece, c’è una piccola divergenza essa scivola verso l’apertura. Lo stesso avviene per il nucleo polposo del disco quando i piatti vertebrali che lo racchiudono non restano paralleli. In particolare, quando il rachide lombare si flette, il nucleo polposo viene spinto all’indietro e quando si estende, il nucleo polposo viene spinto in avanti.
Numerose attività quotidiane costringono in modo ripetuto e prolungato il rachide lombare in flessione, nel lavoro, nel tempo libero e nel riposo: le continue sollecitazioni che spingono indietro il nucleo discale possono impedire il suo riposizionamento in avanti, determinando uno spostamento persistente che può essere solo una sporgenza (protrusione) o una vera e propria estrusione (ernia).
Ora osservi sulle immagini RMN i corpi vertebrali, i dischi: è evidente la sporgenza del materiale discale dalla sua sede e il suo conseguente effetto compressivo sulle strutture nervose che si trovano posteriormente al disco.
Ebbene ora lei sa di avere dei dischi che, sporgendo dalla loro sede, comprimono le strutture nervose e sono responsabili del suo dolore; di conseguenza, lei comprende come non sia sufficiente preoccuparsi di ridurre il dolore con farmaci, massaggi o altre terapie passive e non basta acquistare un letto valido. Ma è importante fare due cose:
1° evitare di spingere ulteriormente fuori quei dischi che stanno sporgendo;
2° fare tutto quello che serve per farli rientrare.
Per evitare di spingerli ulteriormente fuori deve evitare le posture e i movimenti scorretti in flessione.
Per farli rientrare deve mantenere la fisiologica lordosi lombare e eseguire gli esercizi di mobilizzazione e rilassamento del rachide lombare in estensione.
Torniamo all’immagine della saponetta bagnata posta tra le mani. Solo quando le palme sono perfettamente parallele tra di loro la saponetta è stabile: lo stesso avviene per il nucleo polposo. Occorre, allora, fare in modo che i piatti vertebrali che lo racchiudono restino paralleli. Ebbene i piatti vertebrali sono, a due a due, paralleli tra loro quando il rachide lombare mantiene la lordosi fisiologica.
Il dolore si ridurrà quando Lei farà tutti i giorni quello che serve per il benessere della sua colonna vertebrale; glielo descrivo brevemente.
Riposo notturno: per mantenere la lordosi occorre dormire in posizione supina (sul dorso); se ha l’abitudine di dormire sul fianco è bene che riduca la flessione degli arti inferiori e, almeno prima di addormentarsi, controlli con una mano il mantenimento della lordosi lombare.
Lavoro: se lavora seduto utilizzi una sedia ergonomica dotata di supporto lombare e cerchi di lavorare mantenendo la lordosi lombare.
Tempo libero: deve imparare a fare anche i più semplici movimenti quotidiani come lavarsi e vestirsi senza curvare la schiena.
Esercizi di ginnastica: deve eseguire tutti i giorni ogni 2 ore, finché la lombalgia non passa, gli esercizi che mobilizzano e rilassano la colonna lombare in estensione.
Attività motoria: faccia tutti i giorni una lunga passeggiata a passo svelto. Camminare per lei è il miglior esercizio perché la colonna assume le sua curve fisiologiche.
Cordiali saluti
Benedetto Toso