DOMANDA
Stimatissimo Dott. Ferrari, leggendo tutti i suoi libri, in particolare “la mamma felice”, la mia attenzione è stata richiamata sul fatto che per un buon pediatra è importante conoscere, dal punto di vista medico e personale, i genitori del futuro nascituro.
Mi permetto quindi di porgerLe questa domanda che sarebbe forse più ginecologica: quali esami / cure preventive occorre fare quando si intende provare ad avere un bambino?
Sia per il futuro papà che per la futura mamma…
Ringraziandola infinitamente dei suoi consigli, La saluto con tanto affetto.
Luisa
RISPOSTA
Luisa
Grazie per il tuo apprezzamento per i miei libri. Come giustamente dici tu, i quesiti che mi poni sono strettamente ginecologici e quindi è meglio che …ognuno faccia il suo mestiere. Invece ti voglio spiegare perchè per me pediatra è indispensabile per la qualità della vita del bambino di cui mi dovrò prendere cura, incontrare la famiglia del nuovo bimbo. Ti trascivo alcune frasi del mio libro che uscirà a settembre con l’editore De Agostini,
………..”Solo verso la fine della gravidanza – di solito intorno al 7° mese, non prima – i genitori prendono coscienza della imminente comparsa della entità fisica ” bambino” come nuovo, reale e fondamentale componente della”famiglia”potenzialmente indipendente e autonomo rispetto alla mamma. Ed è in questo periodo che i genitori cominciano a pensare che, alla nascita del bambino, avranno bisogno di qualcuno che possa aiutarli nel difficile compito di crescere il loro bambino e che avrebbero piacere giustamente di condividere con lui ansie, aspettative e speranze.
Il colloquio diventa il primo e fondamentale anello di una stretta collaborazione tecnica , affettiva , morale fra i genitori ed il pediatra curante del nascituro, che durerà per molto tempo.
Da pediatra mi interessa conoscere : le ansie, le aspettative, le incertezze, la solitudine, lo stile di vita , la scelta del tipo di parto, l’atteggiamento nei riguardi dell’allattamento, la disponibilità ad occuparsi direttamente del bambino.
Li avviso i genitori – e la cosa suscita in genere meraviglia desidero fare la prima visita di controllo al bambino presso la loro abitazione.: per me è fondamentale rendermi conto della situazione ambientale in cui crescerà, del contesto e delle relazioni familiare ( mi fa piacere se sono presenti anche i nonni), dell’ubicazione della casa , delle abitudini familiari, delle condizioni igieniche. Un paio di visite domiciliari all’anno – a distanza di 6 mesi – per me sono opportune anche negli anni a venire.
Questo mio comportamento mi costa impegno e fatica . Ma un pediatra che si assume la responsabilità di tutelare la salute di un bambino, deve essere a perfetta conoscenza di tutti gli aspetti della sua esistenza e deve allacciare un legame di reciproca fiducia ed intesa intellettuale con i genitori. In parole più semplici deve potersi fidare dei genitori ed i genitori devono poter contare incondizionatamente su di lui.
Solo così il pediatra assumerà la valenza e la dignità di vero “pediatra di famiglia”……..
Spero di eseere stato chiaro.
Di nuovo grazie per la tua considerazione
Giuseppe Ferrari