Esercizi per addominali in presenza di lombalgia?

    DOMANDA

    caro professore le volevo chiedere se quando c’e’ dolore alla schiena e non alle gambe in caso di ernia o di protrusione si possono eseguire gli esercizi per gli addominali e di allungamento degli ischiocrurali o per effettuare questi esercizi bisogna aspettare che il dolore passi sia alla schiena che alle gambe saluti e grazie

    RISPOSTA

    In presenza di mal di schiena occorre molta prudenza nell’eseguire gli esercizi per i muscoli addominali. Contrarre tali muscoli significa aumentare la pressione intraddominale e, di conseguenza, la pressione intradiscale; tutto questo si verifica mentre il rachide lombare è in delordosi o, peggio, in cifosi. È una condizione che rischia di aggravare la protrusione o l’ernia discale e che, di conseguenza, può provocare lombalgia.
    Per tonificare i muscoli addominali, in presenza di lombalgia è sufficiente la respirazione addominale mantenendo la fisiologica lodosi lombare: i muscoli addominali si contraggono durante la fase di espirazione e si rilasciano durante l’inspirazione.
    Per quel che riguarda l’allungamento degli ischiocrurali occorre prima sapere che la presenza di protrusione o ernia discale a livello lombare può essere asintomatica o determinare lombalgia o lombosciatalgia o lombocruralgia.
    La compressione del nervo sciatico per ernia discale L4-L5 o L5-S1 viene confermata dal test SLR (Straight Leg Raising test) o Test di sollevamento dell’ arto inferiore teso.
    Tale test viene eseguito con il paziente in posizione supina flettendo l’anca con l’arto inferiore teso in modo dolce e lento; la manovra può provocare, per trazione sulle radici del nervo sciatico, un dolore a livello lombare basso con irradiazione alla regione posteriore dell’arto.
    La positività del test è indicativa di compressione, da questo lato, delle radici nervose L5 ed S1.
    La limitazione del movimento e il dolore posteriore alla coscia possono essere dovuti sia allo stiramento del nervo sciatico che alla retrazione degli ischiocrurali.
    L’elasticità dei muscoli ischiocrurali può essere misurata con l’inclinometro zenitale: si considera sufficiente la loro elasticità quando l’arto inferiore viene sollevato di almeno 80°.
    Normalmente la retrazione degli ischiocrurali si manifesta quando l’elevazione dell’arto supera i 50°/60° e non raggiunge gli 80°.
    In presenza di lombosciatalgia, invece, il test risulta positivo al di sotto dei 50° di elevazione: la sciatalgia può essere provocata anche con un sollevamento di soli 15°, 20°, 25°, 30° dell’arto inferiore. In questo modo il test permette di esprimere anche una valutazione quantitativa, evidenziando un test SLR positivo a 15°, 20°, 25°, 30°.
    Fatte queste premesse si comprende come, in presenza di lombosciatalgia da ernia o protrusione discale, non solo è bene evitare, ma normalmente è anche impossibile eseguire gli esercizi di allungamento degli ischiocrurali.
    Occorre aggiungere che in oltre il 90% dei casi la sciatalgia si riduce entro dieci settimane dalla sua comparsa; ecco che allora, diventa possibile flettere l’anca con l’arto inferiore teso. Allora gli esercizi di allungamento dei muscoli ischiocrurali, non solo sono consentiti ma vanno eseguiti con gradualità e costanza per prevenire la formazione di radice nervosa aderente che è una delle complicazioni più frequenti conseguenti alla guarigione da un’ernia del disco lombare.