DOMANDA
Buongiorno. Ho un figlio a cui è stata scoperta l’allergia a nocciola, noce e arachide all’età di 9 anni in seguito a shock. Nessun genitore o parente allergico, allattato al seno fino ai 6 mesi, svezzamento senza problemi. Le chiedo: quali possono essere le cause di questa allergia se si esclude la familiarità ? Ora, dopo 2 anni dalla diagnosi, cominciano anche i problemi da pollinosi, con rinite e cross reattività con alimenti: è stata l’allergia alimentare a portare quella respiratoria o viceversa, pur non avendo mai avuto sintomi nemmeno per questa? Un’ultima domanda: a che punto siamo con i vaccini? Esiste la possibilità di vaccinazione per l’allergia alimentare a questa frutta a guscio? E fare la densibilizzazione per i pollini ha senso, visto che è presente l’allergia alimentare (eventualmente per evitare le reazioni crociate)? Che probabilità ci sono che queste allergie scompaiano da sole con la crescita del bambino? Grazie davvero per le risposte
RISPOSTA
Alla sua prima domanda non vi è risposta sicura. Solo poco più del 50% dei pazienti allergici presenta un’anamnesi familiare positiva per sindromi allergiche. Esiste certo una predisposizione genetica, ma ogni individuo possiede un suo proprio background allergico. L’esposizione protratta a significative concentrazioni di sostanze allergizzanti costituisce certamente un fattore predisponente alla comparsa di allergopatie sia alimentari sia da inalanti. Esistono senz’altro cross-reattività tra alimenti e inalanti e il fatto che l’allergia alimentare sia comparsa per prima porta a pensare che questo sia stato il primum movens della sindrome allergica che si è presentata nel suo bambino. Occorrerebbe comunque conoscere a che tipo di svezzamento è stato sottoposto, in che tempi, ed inoltre conoscere bene anche l’ambiente in cui vive e la vegetazione prossima alla casa. C’è da dire che le allergie alimentari , nel bambino, tendono a diminuire, cogli anni, fino a dimezzarsi. Diverso è il comportamento dei sintomi respiratori che invece tendono a permanere, se il soggetto è sempre esposto ai medesimi allergeni inalanti. I vaccini per alimenti sono ancora a livello sperimentale e non danno ancora, a mio avviso, sufficienti garanzie. Penso invece che i vaccini per inalanti standardizzati siano senz’altro più efficaci e contribuiscano a ridurre l’insorgenza di reazioni crociate.
Spero di esserle stato utile.
Cordiali saluti
Renato Ariano