DOMANDA
Buon giorno Dottore,Nel 2009,a età di 37anni mi è stato diagnosticato Ca mammario infiltrante,in seguito ho avuto mastectomia e svuotamento ascellare.Ho fato 4 cicli di chemio AC+25 di radio+1 anno di herceptin (per quanto avevo Her 3+),ho fatto 2 anni di decapeptyl e sto continuato a prendere Nolvadex.Finora tutti i controlli semestrali andavano bene ma dopo 2 anni e 1/2,questo giro nemmeno uno va bene!l’ecografia addome ha rilevato una area iperecogena al fegato di 34 mm e mi hanno mandato a fare la tac con e senza contrasto;il marcatore CA 15 è a 39,3!Gli esami del fegato,CEA ed emocromo sono belli!L’esito della tac: Al torace non adenopatie mediastiniche in pregressa mastectomia sinistra. Non lesioni parenchimali polmonari nodulari di significato ripetivo nè segni di versamento pleurico.Opacità fibrotichè in sede apicale sinistra.In sede addominale grossolano processo ipodenso di significato ripetitivo del diam.35 mm circa nel IV segmento epatico ed altraanaloga più piccola alternazione del diam.17 mm appena cranialmente.Non si rilevano per il resto processi patologici interessanti gli organi dell’addome superiore e gli organi della pelvi,nè adenopatie.Sono state ottenute ricostruzioni sagittali del rachide dorsale lombare e dello sterno ed assiali del bacino.Evidenti alterazioni osteo strutturali di tipo litico,con frattura patologica,interessano lo sterno ed in particolare il corpo.Piccola laguna litica nel corpo di D2 sul lato sn posteriormente(diam.7 mm) HO PAURA!
RISPOSTA
Gentile Signora, prima di tutto la esorto a non farsi prendere dal panico!. Il quadro ecografico e TAC sembrano suggerire l’ipotesi di una ripresa della malattia; sarebbe opportuno, a questo punto, verificare questa ipotesi mediante una biopsia con ago sottile della lesione del fegato (o dello sterno). Se il sospetto viene confermato, è possibile capire, dal tessuto prelevato, se e come le cellule che proliferano hanno modificato le loro caratteristiche biologiche. In base a questi dati, poi, sarà possibile “aggiustare il tiro” con la terapia farmacologica e indurre, quindi, una remissione o stabilizzazione della malattia. Oggi esistono molte armi per risolvere il suo problema!. Le raccomando quindi di rivolgersi al più presto all’Oncologo da cui è in cura e di affrontare questa situazione con molta fiducia e spirito positivo