DOMANDA
Egr.Professore,
gradirei un suo consiglio.
Soffro da molti anni di ulcere recidive e gastriti che curo periodicamente con omeprazolo 20 mg..
Tre mesi fa dopo un episodio doloroso fortissimo, come non mi era mai accaduto, da farmi pensare ad un infarto, ho fatto una gastroscopia con biopsie con questo esito: Esofago regolare ,a carico del terzo inferiore dell’esofago presenza di alcuni “fiocchi” di materiale grigiastro adeso alla mucosa. Stomaco: pliche regolari a carico di tutto il viscere.In sede antrale la mucosa presenta alcune aree iperemiche con minime erosioni. Piloro regolare. Duodeno: normale fino al secondo duodeno. Conclusione gastrite
Esame istologico: gastrite cronica antrale lieve inattiva.Ricerca Helicobacter negativa.Esofagite cronica con acantosi dell’epitelio e presenza di pseudoife e spore fungine tipo candida.
Sono stata curata con Mycostatin.
Dopo due mesi ho rifatto gastroscopia e questo è l’esito: esofago regolare a livello della linea microgranulazioni bianche che vengono asportate,bulbo: microerosione post-pilorica .
Istologico:frammento di mucosa gastroesofagea con lieve flogosi cronica della lamina propria ed acantosi dell’epitelio squamoso esofageo. Non evidenza di ife e spore fungine.
Le chiedo: se ci sono ancora le microgranulazioni bianche e non sono spore fungine cosa sono?
Cosa mi consiglia ,continuo con il solito omeprazolo?
Il mio medico mi dice di stare tranquilla, ma io non lo sono per niente.
Grazie !
Cordiali saluti!
RISPOSTA
Sebbene Lei dica che soffre di ulcera, non vi sono segni endoscopici che facciano pensare ad essa e la ricerca dell’infezione da Helicobacter pylori è negativa. L’unica cosa certa è che era affetta da esofagite da candida prontamente risoltasi con terapia antimicotica. L’acantosi trovata istologicamnete potrebbe essere responsabile delle microgranulazioni, ma è una situazione degenrativa e non neoplastica. Direi anch’io che può stare tranquilla e mi chiedo se sia utile continuare ad assumere omeprazolo quotidianamente. In realtà, sembra che non ce ne sia motivo, ma ciò deve chiederlo al suo medico curante.