DOMANDA
Buonasera,sono un ragazzo omosessuale di 18 anni di Milano fidanzato da 5 mesi con un uomo di 40. Siamo molto affiatati. Il problema è che i genitori del mio fidanzato hanno ricevuto 1 lettera da un vicino in cui vi era scritto che loro figlio era stato visto con un ragazzo di dubbia maggiore età (me, che maggiorenne sono). I suoi genitori, circa 70enni e di vecchie concezioni, non accettano minimamente un figlio omosessuale e perciò l’hanno cacciato di casa. Ora lui è costretto a trasferirsi a L’Aquila. E’ stata sua intenzione (io non posso non conoscendoli) convincerli ad accettare l’omosessualità ma niente. Lui gli ha pure proposto di andare insieme da uno psicologo, ma loro l’hanno ritenuto un insulto perchè pensano che occorra essere pazzi per andarci. A me dispiace molto dividerci soprattutto perchè il motivo che ci divide non è legato alla nostra relazione. Come è possibile convincere due persone anziane che l’omosessualità non è una malattia? Come fargliela accettare?
RISPOSTA
Ludovico,
l’accettazione non è un processo del tipo ‘tutto o niente’: richiede tempo e vari passaggi successivi. Vi è poi da considerare che ci sono almeno due livelli di accettazione: cognitivo (convinzioni, ricordi, rappresentazioni consapevoli) ed emotivo (rabbia, paura, incertezza). Talvolta vi è una ‘accettazione’ ad uno solo dei due livelli, che – in quanto tale – è solo parziale.
Quindi non si scoraggi e non desista. Consideri sia gli aspetti cognitivi (le idee) che le emozioni dei suoi genitori e – partendo dall’accettazione che lei ha di se stesso – li accetti.
Si ricordi anche – se riesce – che una persona può essere accettata anche se non sono accettate e condivise le sue scelte.