DOMANDA
Gentile Professoressa. Mi chiamo Giancarlo, ho 67 anni. Ho avuto due episodi trombotici: anno 2006(embolia polmonare, probabilmente conseguenza di un trauma alla gamba dx); luglio 2009(trombosi vena basilica sinistra,probabilmente conseguenza di artoscopia spalla dx). Controllo ematologico in data 13/8/2009:”Riscontro di fattore V Leiden eterozigote. Prot S coag 195, prot C coag 109, ricerca LAC negativa, fattore VIII 160 Ul/dl, polimorfismo della protrombina negativo. ATIII, prot C coag, curva da carico per omocisteinemia:nella norma. Dato il secondo episodio trombotico e la presenza del fattore V Leiden si consiglia passaggio a TAO.” Attualmente,con l’assunzione giornaliera di 3/4 di compressa Coumadin 5mg,i tempi di protrombina si mantengono mediamente sui seguenti valori:PT 30 L – INR 2,2 H.Vorrei sapere se,in tale situazione,dovrò continuamente a fare uso del Coumadin oppure se esistono altre cure o farmaci con minori effetti collaterali.Ringrazio per l’attezione.Cordiali saluti
RISPOSTA
avendo lei avuto due episodi di trombosi, anche se correlati a interv chirurgico, e avendo un sistema della coagulazioen sbilanciato in senso procoagulante (un sangue che tende a coagulare più vivacemente del normale) , a causa della presenza di mutazione Leiden del fattore V, in linea teorica dovrebbe fare la terapia anticoagulante orale con coumadin per tutta la vita.
tuttavia, per procedere per gradi, direi che il primo obiettivo è utilizzare il coumadin per un periodo di tempo di almeno sei/12 mesi fino ad ottenere una completa ricanalizzazione del vaso: quanto più “ripulita” sarà la vena, tanto meno probabile sarà che lei abbia una nuova trombosi in futuro.
una volta ottenuto questo risultato (mantenendo il pt INR nel range ideale , cioè fra 2 e 3: significa che il suo sangue deve rimanere più fluido dl normale, da 2 a 3 volte più fluido di quello di chi non prende quel farmaco) potrà eventualmente riconsiderare l’opportunità di sospendere il coumadin e utilizzare un farmaco che la protegga qualora si trovasse di nuovo in futuro in una situazione cosiddetta di rischio: viaggio aereo maggiore di 6 ore, intervento chirurgico, allettamento prolungato per una malattia soprattutto se con febbre, frattura degli arti inferiori o ingessatura.
sono tutte situazioni nelle quali il sangue tende a coagulare più del normale, a maggior ragione nelle persone che hanno già avuto una trombosi e che hanno un sangue geneticamente predisposto a coagulare troppo.