DOMANDA
Gentile dottoressa,
sono una ragazza di 24 anni prossima alla laurea e le scrivo perchè sono un pò in crisi e spero mi possa aiutare.
Il mio problema è che non riesco mai ad avere piena fiducia in me stessa e nelle mie capacità,penso di valere meno degli altri e questo si ripercuote nello studio e nella mia rendita scolastica,nelle relazioni (per fortuna ho uno splendido ragazzo al mio fianco e dei cari amici)e sicuramente in un futuro lavoro.Insomma sono un pò esausta di sentirmi “piccola” quando mi trovo con altri miei compagni,vorrei sbocciare anch’io e dimostrare quanto valgo perchè credo di averne le capacità e in fondo sono sempre riuscita bene.In particolare nello studio,sono un pò ossessionata dal voto,ci tengo a prendere voti alti e invidio un pò quelle persone che prendono sempre bei voti e mi piacerebbe esser come loro.Quando studio cerco di memorizzare più cose possibili senza focalizzarmi bene sull’argomento,spesso penso di non sapere le cose,fatico a ripetere,ho paura di non avere capito bene ciò che leggo col risultato che agli orali mi agito molto, ho paura di sbagliare e non riesco mai ad esprimermi al meglio anche se le cose le so.Forse ho uno studio troppo passivo anche se ci dedico parecchio tempo.Vorrei migliorare in tutto questo.Che ne pensa?che consigli mi da nello studio? Come posso avere più fiducia in me stessa ed ottenere i risultati che desidero nei vari campi della vita e sentirmi una persona vincente?
La ringrazio anticipatamente.
Cordiali Saluti
RISPOSTA
E’ una normalissima spinta motivazionale quella che conduce a voler sentire rafforzato il valore di sé. Credere di valere, di potere, di riuscire, di farcela, di essere considerati.. è una motivazione che fa parte della identità di ognuno. Parimenti le persone possono anche ‘temere’ di valere meno o non sempre, di non farcela, di sbagliare, di essere giudicate (male), di perdere un valore conquistato…. Fa parte dello stesso costrutto motivazionale e richiama una concezione di motivazione come ‘quantità’. Il valore in senso lato lo è. Ha valore un gioiello, un immobile, un’azienda …. si tratta di qualcosa che può tradursi in un numero e…. soprattutto può essere preso come parametro per dei confronti. Si tratta di valori che si possono perdere.
Vi è invece una concezione opposta di valore come ‘qualità’. Ha valore imparare perché consente di ampliare i propri orizzonti, anche se la ‘quantità’ di cose ritenute non è poi così ampia (o anche se lo fosse, non cambia l’approccio). Ha valore il miglioramento, la crescita, il sentire che stiamo procedendo …. o comunque il percepire che vi è questa concreta possibilità. E soprattutto ha valore la persona che apprende o che non apprende o che si chiede se sta imparando o no, se sta migliorando o meno.
La persona ha valore per effetto delle sue qualità distintive, del suo essere unica ed irripetibile.
Coraggio allora ! Si dica ‘Valgo perché ci sono, perché provo, perché a volte riesco, perché in fondo mi ‘diverto’ quando sento che sto procedendo e mi sento viva quando invece mi arrabbio o provo disappunto perché le cose non vanno come vorrei’.
Lei non è le sue aspettative o quelle che altri nutrono nei suoi confronti. Non è i suoi risultati, magari bellissimi, ma …passati…. Lei è nel suo interrogarsi, nel suo credere in sé perché c’è e ci prova, magari con paura, ma senza bloccarsi.
Tutti gli studenti preparati si rendono conto che ‘potrebbero sapere di più’ e hanno paura, perché hanno investito molto. E’ chi ha studiato poco che non teme di perdere quel po’ di fatica che ha fatto.
Negli orali forse si sente ‘guardata’, ‘valutata’ più che davanti ad un innocuo foglio bianco. Una strategia ? Non pensi a sé, ma alle cose che sta dicendo, al discorso, ai contenuti che sta riportando. Non si guardi da fuori come ‘oggetto’ ma si concentri solo su domande e risposte, quasi come se non prodotte da lei…. ovvero non faccia un pensiero auto-riflessivo.
I giorni prima assuma pillole del tipo ‘Mi chiederà ciò che so meglio’, ‘Saprò tutto bene’, ‘Andrà stupendamente’ …. eviti invece i nefasti malauguri ‘Mi domanderà quel solo capitolo che non ho studiato…’. Se non si augura lei del bene per prima chi altro può farlo meglio di lei stessa ?
Vuole essere vincente ? Sempre lo siamo a seconda del tipo di gara che stiamo affrontando. Le auguro che sia con se stessa, per se stessa, tramite se stessa e non contro se stessa.
Non abbia paura di sé o delle immagini che si è costruita di se stessa e vedrà che la fiducia che già abita in lei prenderà piede nella sua esistenza e le farà da grillo parlante dicendole magari ‘sii te stessa’, ‘vali perché ci sei’, ‘non giudicarti e forse neppure gli altri lo faranno’, ‘tu non sei i tuoi risultati, ma l’insieme di scelte, emozioni e passi che costituiscono il tuo cammino’, ‘andrà tutto bene’, ‘non pretendere troppo da te’, ‘fai il tuo meglio …’ e migliorerai.
… e allora vedrai che – da questa nuova prospettiva – non ti porrai più il problema di ‘essere all’altezza’.