finasteride e trapianto

    DOMANDA

    Egregio Dottore, ho 30 anni e mi curo con finasteride da circa 2 anni. Ho un’alopecia fronto-parietale (stempiature marcate per intenderci)comunque ho sempre avuto fin da bambino un attaccatura alta. Fa quello che ho letto, è sempre consigliabile aspettare lo stabilizzarsi dell’alopecia androgenetica prima di sottoporsi a un intervento di autotrapianto.
    Quello che mi chiedo io, è: ma come si fa a stabilire una stabilizzazione se il dermatologo per primo, mi ha detto che non esiste una regola assoluta per tutti di velocità e aggressività o meno dell’alopecia androgenetica.
    Inoltre, anche qualora potessi ora sottopormi a un intervento, il fatto di assumere finasteride non “falserebbe” la situazione reale dei capelli?!!
    Voglio dire che se uno per 10 anni si cura con finasteride, e solo dopo fa l’autotrapianto in base alla sua situazione in quel momento, l’analisi di valutazione non verrebbe ad essere in realtà falsata proprio perchè si è assunta finasteride per 10 anni? Cosa accadrebbe al soggetto se terminasse l’assunzione di finasteride dopo aver fatto il trapianto dei capelli? Lo chiedo anche perché la finasteride a vita non è proprio il caso di pensarci.

    Spero di essermi spiegato per quanto possibile.

    La ringrazio molto per il Suo tempo.

    RISPOSTA

    Gentile Lettore, giustissime sono le Sue domande, alle quali cercherò di rispondere con maggior chiarezza possibile. E’ giusto l’approccio di intervenire quando la perdita di capelli si sia stabilizzata, perchè sarebbe più facile e più sicura da trattare. Durante, comunque, una visita medica accurata, valutando cioè l’età del paziente-l’anamnesi familiare- la condizione attuale dei capelli si può prevedere una evoluzione, quasi certa, della stessa. Il mio approccio personale è quello di prevedere, sempre, la peggiore evoluzione e trattare il paziente in questa logica. Sempre con un approccio conservativo! Per quanto riguarda la Sua specifica domanda che, giustamente, una terapia potrebbe falsare la siutazione del paziente è vero ma secondo quanto dettoLe sopra si può intervenire valutando i singoli casi.