DOMANDA
Ho deciso di lasciare il mio ragazzo pochi giorni fa, perché sentivo la mancanza dei miei amici e di quelle che erano le mie piccole passioni: fare un giro in centro, andare al cinema, passare una giornata in montagna… tutte cose a cui ho dovuto piano piano rinunciare.
Quello che alla lunga mi ha dato fastidio del mio ex è che lui non abbia mai voluto entrare a far parte del mio mondo, conoscere i miei amici, condividere con me alcune situazioni. E infatti mi sono accorta che stavo diventando sempre più nervosa, scontenta, musona.
Addirittura quando una domenica mi ha proposto di andare a vedere un armadio da mettere in casa sua per i nostri
vestiti, mi sono sentita prendere dal panico! Non mi sembrava fosse il momento per andare a vivere insieme.
Quante volte poi gli ho detto che non voglio abitare nel suo attuale appartamento, così lontano dal mio lavoro e dal centro città.
Dunque dopo un periodo all’insegna del nervosismo e della scontentezza, in cui mi è sembrato che lui non comprendesse le mie esigenze ed i miei desideri, ho sentito l’impulso a tornare libera! Nel corso di questo anno passato insieme sono sempre stata io a “correre da lui”, per il fatto che io abito ancora con i miei mentre
lui vivendo da solo aveva la possibilità di ospitarmi. Da un lato mi dico che per amore avrei dovuto rivedere le mie priorità e “curare” di più il nostro rapporto, ma alla fine credo di aver fatto bene ad ascoltare il mio senso di insoddisfazione e la mia irrequietezza…
RISPOSTA
Non mi resta che confermarle che lei ha fatto benissimo ad ascoltare le sue esigenze e il suo senso di insoddisfazione. Infatti, se è vero che in un rapporto di coppia è necessario rivedere alcune personali peculiari posizioni al fine di raggiungere un accordo con l’altro, è altrettanto vero che non è nè lecito nè etico snaturare completamente se stessi per diventare “come tu mi vuoi”. Due persone che si incontrano, si frequentano e decidono di iniziare un cammino insieme devono essere consapevoli e rispettosi delle rispettive diversità. Ignorare le caratteristiche personologiche e il mondo affettivo e sociale dell’altro, pretendendo che si adegui acriticamente al nostro, significa non amare l’altra persona, ma soltanto il suo simulacro, un’immagine mentale proiettata che non rappresenta mai il reale. Un rapporto di tal fatta non può avere esiti positivi e, conseguentemente, è giusto e salutare interromperlo.