DOMANDA
Salve. Sono un ragazzo di 22 anni, frequento con amore l’univ e sono fidanz. Nei giorni in cui non sono all’univ studio dalle 8.30 alle 18.00 di sera (anche nel weekend) frequentando 3 volte a sett la palestra e incontrandomi sempre e solo con la mia ragazza nel weekend. Della mia vita sono soddisfatto, lo studio e la mia ragazza sono le cose che mi gratificano dandomi la forza di andare avanti. Penso oggi di fare tanti sacrifici cosìcchè tra qualche anno avrò più tempo libero… realizzandomi. Ciò non mi pesa. Il mio problema è che mi accorgo di avere dei cali d’umore molto bruschi in certe situaz. Stasera è capitato di rimanere per 5 min col mio allenatore a parlare negli spogliatoi. Mi ha domandato: quindi, stasera esci con la ragazza? Io ho risposto no, in sett non ci vediamo mai, siamo impegnati. E lui: ee vabbè, mica vai a dormire.. !? Ed io lì impalato non sapevo che dire.. provavo vergogna a dire che non sono un tipo a cui riesce facile uscire di sera dato che mi carico di studio e avrei bisogno di riposare.. vergogna di mostrarmi diverso dagli altri.. Con tutti, familiari ed amici, dall’infanzia ho sempre parlato in dialetto. Da un paio di anni sento il desiderio di parlare in italiano con tutti. Ma, non ci riesco, se lo faccio rimango impacciato.. mi imbarazzo.. Quando qualche amico fa una battutina offendendomi io non riesco a controbattere.. mi offendo tanto e ci penso spesso.. innervosendomi per un’intera giornata. Desidero riuscire a prendere tutto alla leggera.
RISPOSTA
Gentile Antonio, per quanto possa apparire banale, non siamo tutti uguali. Ognuno di noi ha stili di vita, gusti,opinioni,atteggiamenti personali che non necessariamente debbono essere ritenuti anomali solo perché non condivisi dalla maggioranza degli altri. Se per lei lo studio riveste un ruolo importante per la sua vita tanto da dedicargli molte ore della sua giornata e se sente il bisogno di non perdere ore di sonno durante la settimana per evitare la stanchezza non mi sembra sia un sintomo di una diversità di cui vergognarsi. Anzi. Mi sembra che sia il segno di una capacita’ di perseguire delle mete con chiarezza di idee e anche di una buona conoscenza dei propri bisogni. Quanto all’uso del dialetto non mi meraviglia che lei lo usi di consuetudine. E’ così ancora in molte parti d’italia. Probabilmente anche in famiglia sin da bambino e’ stato abituato ad usarlo ed e’ ovvio lei sia molto a suo agio col dialetto che non con l’italiano. Nondimeno capisco che in alcuni ambienti e situazioni il dialetto non sia usato per cui lei si sente meno a suo agio perché l’italiano e’ come se fosse la seconda lingua. E la seconda lingua necessita di tempo per essere padroneggiata. Vedrà che col tempo ,ovviamente usandolo sempre di più, non troverà alcun imbarazzo anche se non usa il dialetto .