DOMANDA
Egregio Dottor Libroia sono una assidua lettrice della rivista ok,nel n.di Gennaio,a pag.112 ho trovato la storia di una lettrice ormai guarita e orgogliosa per questo,che citava il suo nome.Io nel leggere il tutto ho pensato di scriverle.Il problema riguarda mia madre,di anni 58,il mese di giugno ha fatto una brutta caduta per strada,soccorsa dal 118 e portata al pronto soccorso eseguita subito una radiografia:frattura scomposta angolata del 3 prossimale della diafisi omerale.Frattura del collo omerale.distacco del tronchite omerale.Per mancanza posti letto viene trasferita c/o Villa Bianca di Lecce dove viene operata dopo tre giorni,il tipo di intervento:Riduzione e sintesi con chiodo centronail e 3 viti,viene messa la sacca al collo per un paio di mesi, non si poteva ingessare in quanto lei è una mastectomizzata a sx proprio dove c’è la frattura.Dimessa inizia a fare fisioterapia e linfodrenaggio ma senza nessun risultato,ogni mese esegue le radiografie ma è ancora assente dopo 7 mesi la formazione del callo osseo,l’ortopedico-chirurgo e il fisiatra in un primo momento pensavano fosse presto,che ci voleva un pò di più per via dell’osteoporosi,hanno fatto cominciare oltre la fisio e il linfod. l’elettrostimolazione(la magnetoterapia su di lei è sconsigliata)il braccio lo muove e lo alza appena solo per metà l’edema persiste.Ora le consigliano un’altro intervento sa lei è molto scoraggiata,è passato tempo e non lo recupera e per via osteop? Dott,Lei che consiglia grazie.
RISPOSTA
Buongiorno, la risposta alla sua domanda è ovviamente incompleta data la mancanza di alcuni dati, quali la visione delle radiografie e della paziente stessa.
In linea di principio, quando dopo 6.-8 mesi non si ha formazione di callo osseo si parla di pseudoartrosi,ossia una situazione nella quale i capi ossei della frattura non riescono più a saldarsi. Se questo fosse il suo caso, bisognerebbe cercare di trattare tale condizione, con trattamenti che possono essere sia chirurgici che non (ad esempio, le onde d’urto).
Purtroppo sulle limitazioni di movimento connesse alla situazione generale non posso dirle nulla.
Il caso prevederebbe una valutazione diretta, visitando la paziente, visionando tutte le radiografie, dalla frattura in poi, pe poterle dare un parere più completo.
Cordiali saluti.