DOMANDA
EGREGIO PROFESSORE,
a seguito caduta, dovuta ad un incidente domestico, mia suocera dell’eta’ di 91 anni, ha riportato la frattura delle prime due vertebre cervicali. La TAC ha evidenziato la seguente diagnosi: “frattura del processo odontoide che presenta decorso cranio-caudale obliquo con rima diretta posteriormente dall’alto verso il basso. Riconoscibile dislocazione posteriore di circa 9 mm dell’atlante e del frammento odontoide. Rima di frattura composta anche a carico dell’atlante in corrispondenza della radice destra dell’arco posteriore”. Tale diagnosi è stata confermata anche dalla RMN cervicale che di seguito si riporta ” Frattura alla base del processo odontoideo di C2, con parziale dislocazione posteriore che presenta iperintesità del segnale nelle sequenze STIR della spongiosa ossea, da edema-iperemia midollare e la frattura della radice dx dell’arco posteriore di C1. “
Il neurochirurgo, data l’età, ha escluso l’intervento chirurgico e prescritto un collare tipo Philadelfia per 2/ 3 mesi. A distanza di un mese dall’applicazione del collare, la TAC cervicale di controllo non ha evidenziato miglioramenti. Chiedo il suo parere in merito ai tempi di rigenerazione del tessuto osseo, data l’età della paziente, le possibili ed eventuali soluzioni alternative e se la magnetoterapia in questo caso potrebbe essere di qualche aiuto.
La ringrazio Stefania
RISPOSTA
Il problema è molto controverso ed alcune scuole di pensiero tendono a proporre l’intervento proprio nelle persone anziane perché la capacità di guarigione spontanea della frattura è minima. Sarebbe utile rivalutare la situazione in funzione degli esami ripetuti ed anche valutare le condizioni cliniche generali della paziente.
Cordialmente
R Assietti