frequentazioni e malessere

    DOMANDA

    Mi capita di frequentare almeno due amiche che mi generano un senso di malessere con i loro discorsi e il loro modo di fare. Le frequento ancora, anche se non molto, quando altri amici non sono disponibili. Dispiace dirlo, ma per me sono un ripiego. Sono due persone che minano molto la mia autostima, infatti mi dico che se fossi normale non le frequenterei. Mi dico anche che se avessi perseguito un altro indirizzo professionale più qualificato avrei frequentazioni più adeguate alle mie esigenze. Forse il mio senso di inadeguatezza mi ha sempre portato ad avere amici con problemi, una sorta di attrazione malefica. Eppure io dentro mi sento solare, semplice e non banale. Ora devo decidere se chiudere con queste due persone la cui vicinanza non è per me fonte di benessere oppure se è meglio non essere così selettiva con il rischio di soffrire la solitudine. Grazie.

    RISPOSTA

    Di chi sta parlando? Della persona che è o di quella che vorrebbe essere ? Delle amiche che frequenta o di quelle che desidererebbe conoscere?
    Ognuno di noi ha delle rappresentazioni di Sé reali (chi sono, cosa voglio, come mi vedo) e ideali (chi vorrei essere, le cose che vorrei fare . o le amiche che desidererei frequentare).
    Il bisogno di conoscersi e di cambiare e crescere ci porta a nutrire queste descrizioni di ‘chi sono’ e di ‘chi vorrei essere’ e ci motiva a cambiare, tendenzialmente perché vorremmo avvicinare il sé reale al sé ideale ovvero il ‘come ci vediamo’ al ‘come vorremmo essere’.
    Nel contempo riconosciamo anche che il Sé reale è una sicurezza, mentre il Sé ideale è più incerto, anche se un po’ci appartiene già, ci corrisponde.
    La incoraggio quindi a concedersi il tempo per ascoltarsi e chiedersi a quale se stessa lei si riferisce e cosa si aspetta dalle amicizie.. Nella misura in cui avrà fatto chiarezza su questi ‘obiettivi’ vedrà che non troverà difficoltà nell’individuare i mezzi e nel compiere le eventuali scelte per perseguirli.
    Come può farsi forza per trovare le risposte al ‘chi sono – chi sarò?’
    Semplicemente cercando di giudicarsi il meno possibile, di accogliersi in toto, accettando quindi anche le parti di sé che meno le piacciono, e cercando di operare delle scelte non per paura (di restare sola, di non essere all’altezza..), ma per convinzione. E’ la sua vita . e la sua lotta per realizzarsi ed essere felice.