DOMANDA
Buongiorno Egr. Dott. Montenero,
sono una donna di 33 anni, conduco una vita dinamica e pratico attività sportiva aerobica intensa (50 km corsa a settimana, distanze fino a maratona). Ho sempre ottenuto certificato di idoneità agonistica. Tra le mie passioni vi è anche la montagna, ho praticato escursioni alpinistiche oltre i 4000 m. Da alcuni anni avverto sporadici BEV, sempre tenuti sotto controllo. Nell’ultimo anno ho avvertito un peggioramento e da esame holter 24h sono stati rilevati circa 7500 BEV isolati, monomorfi, non precoci (morfologia tipo ILVT). Da tutti gli altri accertamenti eseguiti (eco-cardio, esami ematochimici, ecc.) non sono state evidenziate altre patologie o segni di cardiopatia, eccetto una lieve insufficienza mitralica con tendenza al prolasso (cui non è stato dato peso dal cardiologo che ha eseguito l’esame). Da egc sotto sforzo, l’aritmia non è indotta, ma migliora con lo sforzo stesso. Mi è stata suggerita terapia con betabloccante (inderal 2×10 mg die). Sono in attesa di completare il mio quadro clinico con RMN cuore. Quali rischi corro nel praticare attivamente attività sportiva in queste condizioni? Posso peggiorare le mie condizioni? Infine, nel caso di una gravidanza (ho già un figlio di tre anni), i BEV possono creare problemi? Dovrò/potrò sospendere il betabloccante? Nel mio caso potrebbe essere indicata o necessaria un’ablazione?
La ringrazio anticipatamente per la sua disponibilità.
RISPOSTA
chi fa molta attività sportiva come lei è soggetta ad extrasistoli e io consiglio sempre un periodo di de traning controllato.Giudicare la sua situazione per lettera resta particolarmente difficile anche se mi sembra che sia in buone mani.
Non si faccia convincere all’ablazione perchè nel caso di extrasistolia è fallimentare