DOMANDA
Gentile professoressa, leggo spesso sui giornali che la buccia è una delle parti della frutta più ricche di nutrienti (antiossidanti, fibre ecc) e che quindi è meglio mangiarla. D’altra parte però mi preoccupa la quantità di pesticidi e altre schifezze usate in agricoltura: ho sempre il dubbio che, pur lavando bene la frutta con l’acqua, restino lì attaccate. Dunque le chiedo: meglio mangiare la frutta sbucciata (per i pesticidi) o intera (per i nutrienti)? Grazie mille
RISPOSTA
Lavando bene la frutta, si riduce in maniera molto significativa sia i residui di fitofarmaci che i microorganismi eventualmente presenti sulla buccia della frutta e degli ortaggi. Alcuni nutrizionisti suggeriscono di non sbucciare ne la frutta ne gli ortaggi per assumere una maggiore quantità di fibra e antiossidanti. In realtà non possiamo neanche immaginare di sbucciare tutta la frutta che mangiamo (pensi all’uva, alle ciliegie) e ci sono alcuni tipi di frutta e verdura che non hanno una vera e propria buccia (tutti gli ortaggi a foglie, le fragole). La questione si pone quindi solo per alcuni tipi di frutta (mele, pere, pesche) e di verdure a frutto (pomodori, cetrioli, peperoni, carote, patate). Se mangiamo, cosi come consigliato dalle linee guida INRAN e da tutti i nutrizionisti, una buona quantità di frutta e verdura e se consumiamo prodotti a base di cereali integrali, avremo un ottimo introito di fibra e di sostanze protettive anche sbucciando quei tipi di frutta e ortaggi (vedi su www.inran.it). Suggerisco quindi a ciascuno di mangiare la frutta nel modo che ritiene più comodo e più gradevole e di comunque lavarla molto bene prima di consumarla, indipendentemente dal fatto che sia biologica o meno. L’importante è consumare frequentemente frutta, verdura e ortaggi e variare la scelta, per non esporsi sistematicamente ai residui delle stesse sostanze e per assumere un cocktail il più vario possibile di sostanze protettive.