granulazioni post chirurgia laringea

    DOMANDA

    Si tratta del caso di mio marito, anni 55, cui circa un anno fa è stato diagnosticato un k laringeo allo stadio t1 tra la corda dx e la commissura anteriore, curato con radioterapia, dopo la quale alla distanza di tre mesi, a luglio 2011, il problema si ripropone come t3 e richiede un intervento di laringectomia parziale con tracheostomia (temporanea) ad oggi mantenuta. La TAC non rivela informazioni utili, sono presenti però granulazioni sospette, saltuaria emoftoe che fa sospettare i medici che lo curano di un’ eventuale recidiva. Dispongono quindi a breve una biopsia e concomitante “pulizia” delle granulazioni, che in parte occludono il canale respiratorio – il paziente in un primo tempo manteneva la cannula costantemente chiusa, da qualche settimana a questa parte invece deve togliere il tappo e durante la notte anche la cannula per non forzare eccessivamente il respiro. Ci chiediamo se la preoccupazione dei chirurghi non sia eccessiva, in quanto ci sembra che il laringe nuovamente aggredito chirurgicamente non abbia la possibilità di maturare la guarigione. Ci dicono che non è possibile rimuovere la cannula, indispensabile in caso di intervento, eppure ci sembra che sia proprio la presenza della cannula ad ostacolare una guarigione definitiva e rendere più difficoltosa la respirazione in quanto satura di catarro. Quali alternative si possono immaginare all’intervento? Quale grado di necessità dello stesso? Vorremmo conoscere le sue opinioni e indicazioni in proposito.

    RISPOSTA

    gentile lettrice, ha esposto bene il caso, ma quando si tratta di una recidiva a breve distanza di tempo, conviene sempre avere un atteggiamento più aggressivo o precauzionale. Quindi manterrei la cannula fino alla conclusione dell’iter diagnostico-terapeutico e prenderei in considerazione la radioterapia come ipotesi alternativa. Prosegua il suo percorso con colleghi che lo hanno ben impostato.
    cordiali saluti