i sartana e gli ace inibitori nella nefrosi

    DOMANDA

    Egregio professore,
    sono un trentenne che dall’età di 4 anni in seguito pare a vaccinazione antimorbillosa o varicella ha sviluppato una sindrome nefrosica a lesioni minime.
    Forse si ricorderà di me, quando nel 1997 a seguito di una sua visita all’ospedale di Bergamo mi indirizzò al prof. Rizzoni che mi ha seguito fino al suo decesso..
    Nel corso del tempo la malattia si è mantenuta sostanzialmente uguale, è stata trattata con cortisone dai 4 ai 16 anni e poi con ciclosporina in fase di pubertà fino ai 21anni. Da allora ho proseguito con il prednisone con alti e bassi tra recidive (sotto i 5mg) e rapide remissioni (12 – 15 mg).
    La sindrome nefrosica è stata sempre sensibile alla terapia cortisonica ultimamente regolata a dosi minime, ma sempre in seguito a viaggi, o ad abbassamenti della dose (<5mg) è recidivante.
    Le analisi sono sempre state tutte buone, la creatinina si è mantenuta sempre buona, 0,93, la pressione sanguigna è nei limiti110/70 tutti gli altri valori ematici sono regolari a parte il il quadro proteico totale sanguigno (Proteine totali 5g/100ml) in fase di recidiva.

    Mi hanno parlato di nuovi farmaci contro l’albuminuria, i sartani e gli ace inibitori, li ritiene efficaci per il mio caso per ridurre gli effetti collaterali della terapia cortisonica a lungo termine?

    La ringrazio se vorrà consigliarmi in questo caso, a parere di tutti benigno e di remissione spontanea, ma ormai cronicizzato.

    Alberto

    RISPOSTA

    Caro Signor Alberto,

    la ringrazio per avermi consultato. E’ molto difficile rispondere alla sua domanda in poche parole, quante ne consenta uno spazio limitato come quello di questa rubrica. Cercherò di essere sintetico il più possibile.
    Gli ACE inibitori sono farmaci ideati molti anni fa per curare l’ipertensione. Tanti anni fa si è scoperto anche che possedevano la particolare proprietà di determinare una riduzione (da parziale a totale) della proteinuria in molte se non tutte le malattie renali caretterizzate appunto dalla perdita di proteine nelle urine. Si è anche dimostrato che grazie a questa dupplice proprietà (controllo della pressione arteriosa, riduzione della proteinuria) esercitano un effetto “protettivo” sul rene, cioè sono in grado di rallentare la progressiva perdita di funzione renale che caratterizza molte se non tutte le malattie renali. Pertanto gli ace inibitori sono un caposaldo nella terapia delle malattie renali croniche proteinuriche.
    I cosiddetti sartani, o per essere precisi gli antagonisti recettoriali dell’angiotensina 2, posseggono più o meno le stesse proprietà degli ACE inibitori, e vengono scelti allo scopo di proteggere il rene quando gli ACE inibitori non sono tollerati.
    ACE inibitori e sartani non determinano la scomparsa della malattia renale, mentre il cortisone e altri immunosoppressori (laddove sono indicati) avrebbero l’ambizione di curarla definitivamente. Dunque non si possono considerare in senso stretto un’alternativa al cortisone, ma un complemento.

    Per lettera non posso entrare nel merito della sua attuale condizione, e pertanto non sono in grado di dare consigli sulla terapia. Spero però che le informazioni che le ho fornito siano utili.

    Cordiali saluti.

    Giuseppe Remuzzi