DOMANDA
Buonasera, mio padre 67 enne ha subito circa 5 mesi fa un ictus emorragico, oggi continua la sua riabilitazione a domicilio, però vedo che q.sa non funziona come dovrebbe: il braccio lo muove ma senza un coordinamento la mano riesce ad aprirla bene ma fa fatica a chiuderla specialmente il dito indice, la gamba riesce a camminare ma tende appoggiare il piede al lato esterno, però appena carica del peso alla gamba allora appoggia bene la pianta del piede, inoltre appena gli muovo il polso o la caviglia avverte un gran formicolio.
Capisco benissimo che una diagnosi a distanza è difficile, e che appena avrò l’ultima risonanza magnetica mi recherò da un neurologo, però cosa ne pensa in queste poche righe, che consigli mi può dare? e inoltre nel mio piccolo gli eseguo degli esercizi neurocognitivi, visto che il tatto, come la posizione degli arti è assente!!!!!
Grazie e cordiali saluti.
RISPOSTA
Gentile Sig.ra
Rispondo volentieri alla sua domanda. Non è infrequente che un ictus emorragico oltre ad un quadro emiparetico manifesti disturbi del coordinamento.In tal senso,la specificità ed adeguatezza del trattamento riabilitativo risiedono principalmente nel non basarsi esclusivamente sulla rieducazione motoria, ma nel privilegiare programmi terapeutici che contengano supporti , compensi ambientali e sociali. Un ulteriore, specifico elemento, potenzialmente in grado di migliorare il recupero funzionale, è rappresentato dall’adozione di protocolli flessibili, che possano anche prolungare la durata del trattamento riabilitativo oltre i termini temporali previsti. Inoltre,nel caso di suo padre,potrebbe essere utile proseguire il trattamento riabilitativo in regime ambulatoriale,visto che la riabilitazione domiciliare,pur essendo efficace se ben fatta,ha dei limiti dati principalmente dalla mancanza del progetto riabilitativo globale, il quale include l’intervento psico-comportamentale ed educativo, finalizzato ad indurre le modificazioni utili delle abitudini di vita.
Cordialmente Giuseppe Scaglione