Il figlio di mio marito.

    DOMANDA

    Gentilissimo Dottore,

    sono sposata da due anni e ho un figlio di un anno.

    Mio marito ha già un figlio di 14 anni, che vede nelle vacanze.

    Prima di sposarci avevo fatto presente che non avrei voluto vivere tutti insieme, ma adesso mio marito continua ad insistere affinchè anche il suo primo figlio venga a vivere con noi, per sempre, non trovando opposizione da parte della prima moglie.

    Io non riesco ad accettare questa situazione. Soffro molto, anche perchè la mia famiglia di origine non è al corrente di questo altro figlio.

    Non so come uscire da questa situazione. Non vorrei separarmi, ma non posso neppure accettare una cosa che proprio non voglio, oltretutto temendo di perdere l’affetto dei miei genitori, che non accetteranno mai un segreto così grande.

    Non so cosa fare; mi sono tornati gli attacchi di panico e vivo nell’ansia di ritrovarmi da un momento all’altro un “estraneo” fra noi.

    C’è secondo lei una via d’uscita?

    La ringrazio per la cortese risposta.

    RISPOSTA

    Cara signora,

    la situazione è complicata.

    Da una parte, lei sente il diritto di richiamare suo marito ad un patto che lui ha accettato prima che vi sposaste. D’altro canto, suo marito adesso rivendica il diritto “naturale” di avere un rapporto più stretto con il suo primo figlio.

    Chi ha ragione? Tutti e due, e nessuno. Il problema è che avete fatto male i patti all’inizio; vi siete messi d’accordo come se il passato si potesse cancellare. Per esempio, il divorzio di suo marito dice che il suo primo matrimonio, come tutte le cose umane, ha avuto un inizio e una fine. Invece, rivolgendosi alla Sacra Rota, il matrimonio viene annulato, cioé: non è mai esistito. Ma questa di cancellare il passato è una cosa che non è alla portata di noi essere umani: è un potere che ha solo Dio. In ogni caso, neppure Dio può cancellare la nascita di un figlio.

    Si rassegni: il vostro tentativo di far sparire questo pezzo della vita di suo marito è destinato comunque a fallire. Ma questo non è un male; pensi ad esempio a quanto deve aver pesato questo segreto nel rapporto tra lei e la sua famiglia; pensi a a quanto è stato presente e ingombrante finora questo figlio “estraneo”, a maggior ragione dopo la nascita di vostro figlio, nonostante lo abbiate tenuto “fuori” da casa vostra.

    Questo non significa che, alla fine, questo ragazzo debba venire a vivere con voi; anzi, personalmente tendo a dubitare che padre e figlio sarebbero veramente pronti ad affrontare questa evenienza; seconndo me, lei con i suoi divieti li protegge dal dover fare i conti l’uno con l’altro, e non credo che sarebbero conti molto facili!

    Ma, a parte questo, restano i conti che lei deve fare con il fatto di aver scelto un uomo che è già stato sposato, e che ha già un matrimonio andato male alle spalle, e che ha anche già un figlio. Soprattutto, lei deve fare i conti con la sua famiglia, alla quale praticamente non ha fatto ancora conoscere una persona importante. E non parlo del figlio di suo marito: parlo di lei, Choupette.