DOMANDA
Salve dottore,
mia madre, una donna di 60 anni soffre da tempo di tachicardie accompagnate spesso (se non sempre) da aritmie cardiache. In seguito a varie visite mediche le è stato prescritto un beta bloccante, un fluidificante e un anti aritmico che però è stato sospeso dalla terapia dallo stesso prescrivente a causa di un eccessivo abbassamento delle pulsazioni. Dopo vari consulti medici abbiamo scoperto che la causa di questi problemi cardiaci potrebbe essere l’ernia iatale e il reflusso gastroesofageo, la cui presenza è stata confermata da una gastroscopia. Per curare questi disturbi le è stato prescritto il noremifa come anti-acido il peptazol e il peridon 20,successivamente anche l’ursobil HT per la colicisti(solamente “fangosa”,senza calcoli). Il Peridon ha causato alterazione della prolattina ed è stato sostituito dal digerente che però non ha apportato miglioramenti. La terapia si è quindi conclusa senza miglioramenti, e i problemi sia a livello di reflusso che di tachicardie e aritmie si ripresentano costantemente, fino alla scorsa notte quando l’aritmia è stata molto grave e il suo cuore si è fermato per qualche secondo. Ora le chiedo se davvero le cose possono essere collegate e come si può operare per evitare che questi sintomi si ripresentino?
La ringrazio.
RISPOSTA
Buonasera,
il reflusso e l’ernia possono facilitare le aritmie, ma non essere la causa di aritmie svere senza una predisposizione o una alterazione del cuore. Posso suggerire di mangiare poco alla sera e coricarsi non prima di 2-3 ore dopo.
Cordialità