DOMANDA
Gentile Professore, mi rivolgo per una opinione su un problema da cui ho avuto pareri discordanti.
Mia moglie , 74 anni, è affetta da Gammopatia Monoclinale rilevata oltre 20 anni fa, e per questo da doversi anni è sotto sorveglianza da parte di una equipe medica , con analisi annuali.
Contemporaneamente per vari motivi stà perdendo diversi denti. L’unica soluzione accettabile sembrerebbe quella di fare delle protesi su impianti (almeno 4). Lo studio odontoiatrico a cui mi sono rivolto dice che non ci sono problemi.
La dottoressa di Ematologia che cosulatta tempo fa mi prospetta invece dei rischi , secondo lei in caso la gammopatia possa evolvere in un tumore (mieloma) in presenza di impianti è renderebbe rischioso effettuare le cure a base di Bifosfonati che sono necessarie . Il pericolo è che posa insorgere una osteo-necrosi delle mascella.
Da quanto sono riuscito a capire sembra vero, si sconsiglia di effettuare interventi una volta iniziata la terapia con Bifoisfonati.
Non mi è chiaro però se il rischio c’è anche nel nostro caso ,cioè se il rischio c’è anche iniziando la cura eventualmente in futuro , in presenza di impianti messi in precedenza e inglobati nell’osso normalmente.
Vi chiederei una opinione in merito considerando anche il rischio effettivo visto che da quando è stata rilevata la gammopatia è rimasta uguale e sulle analisi il picco in banda gamma è molto piccolo
Ringrazio
Federico
RISPOSTA
Egregio signore,
vi è molto di vero in quello che la sua ematologa le ha detto, ovvero che in presenza di impianti dentari (ma anche in assenza) è sempre opportuna un’attenta valutazione per escludere processi infettivi e granulomi in atto prima di iniziare terapia con difosfonati. Peraltro, se qusti sono esclusi dall’esame obiettivo e/o dall’esame radiografico è comunque possibile effettuare vtrattamento con difosfonati anche in presenza di impianti.
Nel suo caso, se la gammapatia monoclonale è stabile, non troverei controindicazione ad effettuare gli interventi programmati dato il rischio teorico (ma non la certezza) che una gammapatia monoclononale possa evolvere in mieloma.