DOMANDA
egregio prof . Sono di Fermo, le riassumo qui velocemente per sommi capi la mia vicenda sanitaria:
– infezione nell’anno 1981
– ricovero successivo presso Ospedale di Fermo per epatite non A e non B
– biopsia al fegato presso Ospedale di Modena che riferisce epatite a decorso protratto
– dal 1982 al 2010 le trasnaminasi sono rimaste sempre piuttosto regolari
– nel 2010 le transaminasi si sono mosse significativamente (150)
– nel 2011 a seguito di consistente aumento delle transaminasi (500) si è iniziata la terapia con interferone e ribavirina presso osp Fermo
– dopo tre mesi dall’inizio terapia, non riscontrandosi riduzione della viremia si decide di sospendere il trattamento (le transaminasi nel frattempo si erano sistemate)
– si rinvia a tre mesi per verificare la possibilità di trattare con boceprevir
– le transaminasi intanto stanno ricrescendo dai valori normali sino a 280
– genotipo 1a
– regolari ecografie che indicano un aumento modesto del fegato
– fibroscan F2-F3
Iin questo momento non sto facendo nulla, se non astenermi dall’alcool e curare l’alimentazione, evitando quindi i grassi.
Ritiene che il mio caso debba essere trattato con i nuovi farmaci, peraltro non ancora disponibili?
Grazie
RISPOSTA
credo debba essere valutato per trattamento con i nuovi fasrmaci, che oramai sono di fatto disponibili