informazione 2

    DOMANDA

    Di Seguito al mio quesito ed alla Sua Cortese risposta del 04/11/11
    Gent. Prof. A. Sciarra mi scuso se approfitto della sua pazienza, ho notato che nella sua risposta del 04/11/11 non fa minimamente cenno alla brachiterapia , è perchè non la ritiene efficace come l’intervento chirurgico oppure altri motivi ????? In quale struttura pubblica di Roma viene praticata?????
    Faccio notare che il volume prostatico dalla RMN è (4 x 3,5 x 3,5 normale per l’età credo)
    il P.S.A. è 14 , libero 0,88 , ratio 0,06.

    Distinti saluti

    a. panico

    RISPOSTA

    Buongiorno,
    La brachiterapia rientra nel campo della radioterapia. Ha quindi i limiti e vantaggi della radioterapia.
    Personalmente trovo la metodica troppo settoriale (tumori a scarsa aggressivita’, piccole prostate, valori di PSA inferiori a 10 ng/ml) e quindi meno convincente della radioterapia esterna che attualmente con le nuove metodiche da buoni risultati.
    La brachiterapia come la radioterapia esterna nel confronto con la chirurgia ha sicuramente un vantaggio come effetti collaterali e rischio di complicanze ma limiti oncologici quali:
    – non si sapra’ mai (non avendo un esame istologico definitivo) se il tumore e’ confinato alla prostata o ormai extracapsulare
    – il PSA e’ un meno valido marcatore dopo radioterapia rispetto alla chirurgia
    – in caso di insuccesso la chirurgia e’ poco consigliabile e con piu’ elevati rischi
    – per la brachiterapia la prostata deve essere di piccole dimensioni, il tumore poco aggressivo, intraprostatico e con PSA limitato (questo denota una ridotta capacita’ della metodica di controllare la neoplasia se a caratteri piu’ aggressivi).
    Cordiali saluti
    Prof Alessandro Sciarra
    Prostate Cancer Unit
    Policlinico Umberto I
    Universita’ sapienza
    Roma