DOMANDA
SALVE DOTTORE IO HO UN COSA CHE MI ASSILLA, IO CHE SONO UN OPERAIO E PENSA AL LAVORO E CERTE COSE NON LE SA, COME è POSSIBILE CHE IO SONO STATO OPERATO AL SECONDO DITO MANO DESTRA X PROBLEMI AL TENDINE DITO A SCATTO E TUTTI I GIORNI IO USO PISTOLE DEL SILICONE AVVITATORI E TRAPANI A PERCUSSIONE E DELLE VOLTE ANCHE PICCOLI ATREZZI PNEUMATICI, NESSUNO DICO NESSUNO TRA MEDICO DEL LAVORO DELLA MIA DITTA , IL DOTTORE DI FAMIGLIA NE IL DATORE DI LAVORO MI HANNO MESSO AL CORRENTE CHE PUO ESSRE UNA MALATTIA PROFESSIONALE, E TUTTI ERANO AL CORRENTE DELLA MIA OPERAZIONE, IO MI CHIEDO NESSUNO TRA QUESTI ERANO OBBLIGATI A FARE QUALCOSA , GRAZIE DOTTORE
RISPOSTA
caro lettore,la regolamentazione della segnalazione della probabile ( a diversi gradi di evidenza )/possibile origine lavorativa di una patologia è fissata da una precisa normativa e da un’altrettanto consolidata prassi (buona pratica).
IGli aspetti fondamentali da prendere in esame sono : la dimostrazione di un rischio compatibile con una precisa diagnosi di malattia.
Nel suo caso , mi sembra di capire che il rischio può esistere mentre è certa la patologia ( è stato sotttoposto ad intervento chirurgico).
Va però sottolineato che trattanfdosi di una patologia che compare anche per ragioni non lavorative ,probabilmente è stata fatta prevalere dal responsabile primo del tutto (il medico competente) la possibile origine NON professionale,anche in considerazione di una sua valutazione del peso del rischio lavorativo ,giudicato (anche qui vado per approssimazione) non importante o almeno tale da far ipotizzare una sua causalità-concausalità degna di attenzione.
A sua tutela è possibile richiedere al medico competente una visita e riesaminare con lui il tutto ( la patologia di cui ha sofferto e soffre viene spesso denunciata e riconosciuta da INAIL come lavoro correlata,specie in attività come lei mi descrive) o in alternativa rivolgersi all’autoità di controllo ( servizi ASL di prevenzione)
cordiali saluti PApostoli