DOMANDA
Gentilissimo dottore, Le scrivo per mia sorella che ha 44 anni, un anno fa è stata ricoverata per una sospetta ischemia e dai vari accertamenti che ha fatto le e’ stato riscontrato un blocco di branca intermittente e microcardiopatia dilatativa. Desidererei avere qualche informazione piu’ dettagliata in merito e sapere quali sono le conseguenze. La ringrazio anticipatamente.
RISPOSTA
La miocardiopatia dilatativa è una patologia che comporta dilatazione ovvero aumento delle dimensioni del cuore e, concomitantemente, riduzione della forza contrattile del ventricolo sinistro. La causa è spesso su base ischemica, ovvero una patologia delle arterie coronarie, oppure secondariamente ad una ipertensione arteriosa evoluta nel tempo in cardiopatia ipertensiva oppure, quando non si tratta delle cause suddette, a seguito di una “miocardite” ovvero una infiammazione del muscolo cardiaco causata spesso da una infezione virale decorsa con scarsi sintomi. Solitamente si esegue una coronarografia per definirne la possibile causa coronarica. Di fatto la diagnosi si fa con l’ecocardiografia, che permette anche controlli seriati nel tempo una volta impostata la terapia medica. Quest’ultima, quando rappresenta l’unica via da percorrere, si avvale di molti farmaci che, combinati fra loro, possono migliorare soprattutto la forza contrattile del cuore. Esistono anche dei presidi chirurgici tesi a migliorare il quadro clinico e fermare l’evoluzione della patologia. Il blocco di branca intermittente fa parte del quadro clinico ed è l’espressione elettrocardiografica del danno che si manifesta con la dilatazione del cuore.