DOMANDA
Gentile Dottore, mio padre ha 70anni appena compiuti e lo scorso 22 marzo ha avuto ictus emorragico non operabile all’emisfero destro.Inizialmente i medici ci avevano detto che non c’era niente da fare poichè la vena era troppo profonda. Dopo 22 giorni di coma si è risvegliato, piano piano ha ripreso a respirare da solo,a mangiare,a parlare e contro ogni aspettativa dei medici ci riconosce e ragiona.Dopo 40 giorni di terapia intensiva è stato trasferito presso un centro di riabilitazione per l’emiplegia alla parte sinistra. Dal 7 novembre è a casa ma 3 volte alla settimana deve recarsi presso il centro di riabilitazione per fare 45 minuti di terapia. Purtroppo i miglioramenti sono molto lenti,inizialmente non riusciva a mantenere neanche la testa in posizione eretta mentre dopo 8mesi si alza in piedi se aiutato.Purtroppo la gamba è molto dura,leggermente piegata e storta quindi il dottore dove si reca per la riabilitazione in questo periodo ha suggerito di fare delle iniezioni di botulino. Secondo Lei possono essergli d’aiuto o possono peggiorare la situazione? La ringrazio per la sua disponibilità. Cordiali saluti.
RISPOSTA
per una lesione cerebrale, di qualunque tipo possa essere, il normale bilanciamento tra muscoli adibiti ad una funzione (estensione di un’articolazione) e quelli adibiti alla funzione opposta (flessione della medesima articolazione), può essersi perso e il soggetto non può passare da una funzione a quella opposta. Così, dalla sua lettera, con quegli attributi usati per la gamba, (“storta”, “piegata”), io deduco che quel bilanciamento, al ginoccchio per esempio, sia stato stravolto, e a favore dei muscoli flessori, con conseguente incapacità per il paziente di raddrizzare il ginoccchio e di stare eretto. Così, per ripristinare quell’equilibrio tra i muscoli antagonisti occorre diminuire il tono dei prevalenti. Ecco l’uso di questo veleno muscolare che ha comunque un effetto transitorio (da poche settimane a pochi mesi) e che va somministrato in microdosi delle quali cui si conosce bene l’effetto (che dall’esperienza che se ne ha, sarà solo locale e quindi sostanzialemnte innocuo per il paziente). Così suo padre, faccia pure tranquillamente quella terapia iniettiva che integra la fisica. Per la tossina botulinica c’è infatti un consenso all’uso in determinate situazioni e questa, della lesione delle vie discendenti, è una di quelle situazioni.