DOMANDA
Salve dottore,
mi chiamo Stefano e vivo a Roma. Mio padre, di 72 anni, ha problemi renali da qualche anno. I medici ci hanno sempre detto che dipendeva dal diabete, ma senza mai darci la certezza assoluta della causa.
Adesso le cose si sono aggravate, ha valori della creatinina di circa 2,8% e filtrazione di poco più del 20% e ci dicono essere molto vicino alla dialisi.
Ho letto che gli ACE inibitori sembrano riuscire a bloccare i danni renali. C’è qualcosa che possiamo provare a fare per evitare o ritardare ancora la dialisi?
Inoltre, c’è un centro o un nefrologo di sua fiducia qui a Roma a cui possiamo rivolgerci? Sono anche disposto a venire da lei a Bergamo se serve.
Per qualunque cosa può scrivermi a srossi_als@yahoo.it
Grazie mille.
RISPOSTA
Caro Signor Stefano,
Se suo padre soffre di una nefropatia diabetica l’incremento progressivo della creatininemia, che esprime un progressivo deterioramento della funzione renale, non è purtroppo un evento inaspettato. La nefropatia diabetica infatti a differenza di altre nefropatie croniche proteinuriche ha una t
endenza evolutiva che non viene influenzata così favorevolmente dalle terapie (come gli ACE inibitori che lei cita) come avviene con le altre nefropatie croniche proteinuriche.
Questo non significa che non possano e non debbano essere usati anche nella nefropatia diabetica.
Naturalmente siamo a sua disposizione per una consulenza, ma è più logico rivolgersi direttamente ad una delle eccellenti divisioni di Nefrologia della sua città dove possano seguire suo padre nel tempo, anche se immagino da quanto dice che sia già seguito in un centro.
Cordiali saluti.
Giuseppe Remuzzi