DOMANDA
Gent.mo prof Cascinelli,
Le scrivo per chiederle come mai ancora oggi molti oncologi consigliano la terapia con interferone ad alte dosi come terapia adiuvante alla chirurgia anche nei casi di melanoma metastatico localizzato a livello linfonodale (3linfonodi+ su 29)con Pet-tac negativa per tutte le altre stazioni linfonodali? Inoltre, è giusto sottoporre a terapia con interferone soggetti giovani , o sarebbe meglio utilizzare terapie innovative (ipilimumab)pur essendo queste approvate solo in seconda linea nella terapia del melanoma maligno?
Ringraziandola anticipatamente Le porgo i miei piú cordiali saluti e Le sono infinitamente grata x la sua cordiale e gentile disponibilità .
RISPOSTA
Cara Claudia,
questo atteggiamento è francamente poco comprensibile, perchè l’uso dell’Interferone adiuvante migliora la sopravvivenza dell’ 1,5% e la tossicità è rilevante. Personalmente non lo consiglio. Nella situazione che lei descrive farei solo controlli clinici ogni 4 mesi associati ad una radiografia del torace e un’ecografia epatica. Esami sofisticati come la PET TAC sono indicati solo se gli esami tradizioanli fanno emergere dubbi. Qualsiasi ulteriore terapia va dilazionata a quando e se compaiono segni di ripresa evolutiva.
Cordialità