DOMANDA
Buongiorno,malgrado i vari oculisti, mi aiuta Lei a capire come risolvere? Ho la sola pelle
interna (e non il bianco dell’occhio) e stranamente del SOLO occhio dx che e’ sempre rossa?
Alcuni dicevano blefarocongiuntivite allergica oppure seborroica (ho sulla cute la dermatite seborroica)solo che NON posso passare la vita con pomate cortisoniche! Aiuta, ammesso sia solo blefarite (ho il solo arrossamento interno palpebra dx e NESSUN altro sintomo!) usare crema o collirio antibiotico(Exocin va bene?)? Quale meglio,e ora che mi espongo al sole ci sono problemi con crema antibiotica? O meglio usare solo lacrime artificiali ? Quali migliori x la Blefarite?o piu specifico il LIPIMIX ? insomma non so piu che fare per questo continuo rossore interno da 1 anno, aiuto. Grazie.
RISPOSTA
Per chiarirle la difficoltà di una risposta personalizzata ad una domanda generica, la invito a riflettere su questo: per lei è ovvio, ma lei, non firmandosi, non mi dice l’età e nemmeno se è maschio o femmina. E in questa problematica fa la differenza, per l’assunzione di contraccettivi orali, per esempio.
Dunque, vediamo di orientarci. Possiamo considerare 4 categorie di blefarocongiuntivite(BC): stafilococcica, seborroica (semplice o mista, con meibomite), meibomite primaria, altre forme (atopica,psoriasica, fungina, etc). La forma stafilococcica è curabile, così come la fungina; la componente seborroica tende a rendere il caso migliorabile , ma spesso non risolvibile. un trattamento semplice e che non interferisce con le terapie che il suo Specialista curante le proporrà, è l’uso di impacchi caldo-umidi per 5-10 minuti, e successiva pulizia del margine palpebrale con fazzoletti medicati e con applicazione di baby-shampoo detergente sulle ciglia e margine palpebrale. Naturalmente pomate antibiotiche saranno applicate più volte al giorno e per 2-8 settimane, secondo risposta, così come le lacrime artificiali senza conservanti. La dieta dovrà essere regolata riducendo l’apporto in zuccheri e grassi, l’assunzione di coleretici/colagoghi può rinormalizzare funzioni intestinali. Se peraltro coesiste una diversa patologia scatenante (psoriasi, sindrome di Reiter, etc) è ovvio che il vantaggio si ottiene soltanto identificando e trattando la malattia di base.
prof. Gallenga
Università di Chieti