DOMANDA
Gentile Professoressa, ho 44 anni e da 15 anni circa ho notato un lento ma progressivo diradamento dei capelli sulla parte anteriore della testa; ho fatto le analisi del sangue e gli ormoni sono nella giusta quantità; anchhe mia madre, il dermatologo mi ha diagnosticato un iperandrogenismo di 1 grado e mi ha prescritto la lozione Pantostin a base di estradiolo che però non entra in circolo: vorrei chiederle se posso arrestare questo diradamento anche da un punto di vista endocrinologico: ci sono altre soluzioni coadiuvanti?
Grazie!
RISPOSTA
Dal punto di vista fisiopatologico la perdita di capelli (che ha una forte componente familiare), non dipende tanto da una carenza di estrogeni, quanto da una eccessiva trasformazione locale (cioè nel follicolo pilifero) del testosterone in DHT. Pertanto la terapia razionale sarebbe l’inibizione di tale trasformazione con un farmaco inibitore della 5-alfa reduttasi, che è l’enzima responsabile di tale trasformazione. Questi farmaci (ad esempio la finasteride) sono approvati però solo per l’uso nell’uomo perché nella donna sarebbero molto dannosi per il feto maschio in caso di gravidanza.
Recentemente si è scoperto che alcuni analoghi delle prostaglandine (esempio: bimatoprost, latanoprost) che si usano nella terapia del glaucoma sotto forma farmacologica di collirio, provocano un aumento delle ciglia come effetto collaterale. Da tale osservazione si è passati all’uso sperimentale di tali prodotti per contrastare la caduta dei capelli, con qualche interessante risultato. Non vi sono però ancora in commercio preparazioni approvate per tale uso.
Le consiglierei, comunque, di rivolgersi ad uno specialista endocrinologo che valuterà se alla base del suo problema vi sono altri problemi endocrini (ad es malattie della tiroide), che si possono facilmente curare.