iperplasia ghiandolare di tipo misto

    DOMANDA

    Buongiorno dottore,

    scrivo per conto di mio padre di 61 anni. Nel 2009 ebbe un rigonfiamento nella regione inguinale. Visto e considerato che il uno dei linfonodi era molto ingrossato (ecografia delineò circa 6 cm) si sottopose alle analisi di routine. Dalle analisi non emerse alcun dato rilevante. pertanto, quando ci fu un altro episodio di infiammazione e rigonfiamento nel 2012, si sottopose ad intervento di asportazione seguito da biopsia del linfonodo il cui referto è il seguente” descrizione miscroscopica: linfonodo caratterizzato da aree corticali costituite da follicoli in varia fase di sviluppo, talora con espansione nelle aree mantellari/marginali e da paracorticale costituita da elementi di piccole dimensioni ai quali si associano alcune cellule di taglia maggiore, nucleolate e microfagi. presente isticitosi dei seni.

    Diagnosi: il quadro morfologico depone per un linfonodo reattivo. Il caso sarà oggetto di caratterizzazione immunoistochimoca.” allegato vi era il referto supplementare:” la caratterizzazione immunoistochimica documenta la regolare distribuzione delle immunoreattività per cd3 ecd20(rispettivamente positive nella paracorticale e nella zona corticale)con frazione di crescitaK167 elevato nei centri germinativi. Rare cellule attivatecd30+ in sede intra ed intrafollicolare +=)75%; 50-75%(+);-/+25-50%(+) rare 10-25%+ eccezionali 10%; nessuna cellula(+). diagnosi definitiva :iperplasia linfoghiandolare di tipo misto. Nerl 2012, quindi, venne dimesso con il seguente referto: “linfoadenopatia reattiva. note di ricovero: il paziente presenta linfadenopatia in sede inguinale sin dal 2009 con incremento dimensionale da alcuni mesi. Ha effettuato esami di routine, marker vitali+hiv,ecg.tc, tb, biopsia linfonodale, ecografialinfonodi inguinali. L’esame istologico depone per linoadeopatia reattiva”.

    In ogni caso i linfodi in quella sede non si sono mai sgonfiati presentandosi sempre grossi in quella regione (soprattutto da quando ha fatto l’intervento). In più nell’ultimo periodo e come se il linfonodo gonfio fosse sceso. Faccio presente, altresì, che, sempre nell’ultimo periodo, ha avuto un episodio di rigonfiamento di tutta la gamba. .potrebbe essere una infezione anche se i linfonodi si presentano di queste dimensioni?

    Allo stato, viste le recenti evoluzioni e soprattutto vista la mancata guarigione, siamo preoccupati che si tratti di qualcosa di grave. Nelle analisi fatte ora ha solo un valore leggermente altro: ldh 557.

    il quadro clinico deporrebbe verso una diagnosi infiammatoria? Altro dato che tengo a segnalare è che vi è un peggioramento nel mese di aprile/maggio dal 2009.

    Grazie per le risposte.

    RISPOSTA

    Buongiorno. Mi scuso ma per un mio errore la risposta a questa domanda fornita a suo tempo non le è mai stata inoltrata. Provvedo ora. Cordiali saluti.

    Il fatto che il problema non si sia risolto non mi pare preoccupante. Mi pare difficile che possa trattarsi di un quadro infettivo, anche perchè avrebbe altri segni o sintomi. Il gonfiore dell’arto inferiore potrebbe essere stato determinato dalla compressione esercitata dal linfonodo sui vasi linfatici. La biopsia che ha eseguito nel 2012 è stata una biopsia escissionale? In ogni caso, forse varrebbe la pena che tornasse dal suo ematologo per rivalutare la situazione.

    Cordiali saluti,

    Francesco Onida

    Francesco Onida

    Francesco Onida

    Professore Associato in malattie del sangue nel Dipartimento di Oncologia e Emato- Oncologia dell’Università Statale di Milano, lavora presso la Fondazione IRCCS Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico di Milano, dove è responsabile del Centro Trapianti di Midollo Osseo. Laureatosi in medicina e chirurgia nel 1995, si è poi specializzato in Ematologia nel 1999. Rientrato in Italia […]
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