ipertensione

    DOMANDA

    Buongiorno dott.Pasquale strazzullo;le espongo il mio caso:Mia madre sofferente da anni di pressione alta grave ha 68 anni,da un mesetto circa ha dovuto cambiare i farmaci ipertensivi a causa dell’aumento della pressione specialmente la sera e delle continue palpitazioni!Adesso il nuovo cardiologo le ha somministrato i seguenti farmaci zestri e norvasc la mattina e a giorni alterni sempre la mattina pressural e luvion;dato che pochi giorni fa dopo un breve periodo che sembrava stesse meglio ha avuto gli stessi sintomi cioè :stimolo ad andare in bagno come se dovesse ruttare ma non ci riesce oltre a i sintomi normali della pressione alta il cardiologo le ha detto di prendere il norvasc di nuovo a mezzogiorno in questo modo sono quattro tre la mattina e poi di nuovo il norvasc!questa mattina mia madre miha riferito che aveva la massima 90,il suo cardiologo ha detto che non deve essere cosi eccessivamente zelante nel controllare la pressione e comunque deve continuare la cura!Le chiedo c’è pericolo in una pressione alta così bassa sarà solo per un periodo quatto farmaci al giorno sono tanti!Cosa mi puo consigliare?

    RISPOSTA

    E’ molto difficile commentare circa gli effetti della terapia antipertensiva sulla base di informazioni frammentarie e necessariamente incomplete. Ciò che si può dire è che il numero di farmaci utilizzati non è importante di per sé quanto per la congruità e l’efficacia delle associazioni utilizzate. Mi sento anche di dire che l’automisurazione domiciliare della pressione è il principale strumento pratico a disposizione del paziente e del suo medico per valutare con continuità l’efficacia della terapia e per suggerire le eventuali modifiche potenzialmente utili. Un altro strumento utile è dato dalle “sensazioni” del paziente, cioè dal suo stato di benessere, dagli eventuali disturbi, insomma dalla qualità della sua vita.
    In alcuni casi non è facile controllare la variabilità eccessiva della pressione, ma questo è l’obiettivo e va perseguito con pazienza e in spirito di collaborazione tra paziente e medico.