DOMANDA
Gentilissima Dottoressa, sono una ragazza di 23 anni, purtroppo da circa 4 anni soffro di attacchi di panico presentatisi improvvisamente una sera mentre andavo a cena con amici. Inizialmente ero sempre agitata, tachicardia sinusale, panico, poi col tempo diciamo ho imparato a gestirle anche se non ho mai assunto farmaci perchè mi ritengo ipocondriaca nel senso che, ho paura sempre di star male quindi dell’effetto che possano farmi dei farmaci. Nell’ultimo periodo però realizzo pensieri troppo confusi. Con il mio fidanzato stiamo cercando di metter su famiglia, ma quando parliamo di figli sono felicissima ma subito vado in panico pensando a cosa mi potrebbe accadere durante la gravidanza. Mi rendo conto di esser fuori luogo, leggo tanti libri di psicologia e riconosco di dovermi recare da un medico per delle sedute, ma lei, cosa ne pensa?
RISPOSTA
Penso che lei abbia fatto una diagnosi corretta e conosce anche la possibilità terapeutica, ma per qualche motivo non riesce a mettere in atto la possibilità di guarigione. Lei dice anche che teme l’assunzione di farmaci, ma il disturbo di panico, di cui lei soffre, non viene curato in maniera esclusivamente farmacologica; anzi, in molti casi la terapia è di tipo cognitivo-comportamentale e si basa su esercizi di desensibilizzazione sistematica e di rilassamento che non esigono intervento farmacologico. Ciò che si evince dalla sua lettera è una sorta di resistenza al cambiamento . come se il persistere di un disturbo non particolarmente invasivo la proteggesse da decisioni future più impegnative e potenzialmente ansiogene. Non posso in questa sede approfondire una diagnosi, ma la invito a consultare uno specialista per lavorare su s stessa. Auguri