DOMANDA
Buongiorno Dott,ssa, mi chiamo Paola e La contatto sperando di avere un parere: mia suocera,63 anni, le ha tutte o almeno così pensa. Parla solo e unicamente dei suoi disrturbi, ingigantendoli e crogiolandosi nei suoi mali. Ad ogni minima sensazione attribuisce una patologia medica: ha un po’ di mal di pancia ed ecco prendere in causa il “fegato grasso”, i diverticoli, la cistite, l’operazione (15 anni orsono) alla cistefellea, l’ernia iatale, inguinale… ovviamente nulla di diagnosticato. Le si gonfiano le gambe per il caldo ed ecco che la colpa è dei prolassi alle vene, dei reni che non lavorano (nulla di ciò mai diagnosticato). Il risultato? Chiede al medico 1000 analisi e quando sono neg è colpa dei medici. Accusa me e mio marito di non crederle e di non volerle bene. E’ stra peggiorata dopo la morte per cancro di sua sorella… Ci aiuti!!!! Grazie
RISPOSTA
purtroppo le lamentele delle persone che soffrono del disturbo che chiamiamo ipocondria (quello per intenderci che Molière nel lavoro “il malato immaginario” ha descritto così magistralmente, evocano quasi inevitabilmente reazioni emotive negative in chi li circonda.
Forse tali reazioni possono smorzarsi almento un poco ricordando quanto soggettivamente essi stanno realmente male, sopraffatti dalla paura della malattia, e in ultima analisi dalla paura della morte, e che il loro disagio psicologico merita la stessa attenzione e comprensione delle malattie fisiche.
Non mi dice se oltre al medico di famiglia avete consultato uno specialista psichiatra che può essere proposto alla paziente come colui che potrà occuparsi delle sue manifestazioni somatiche di ansia.