DOMANDA
Gentile Dottoressa Papagno,
mio padre, 79 enne, è stato colpito a giugno e a novembre 2012 da due episodi ictali ischemici, il secondo dei quali gli ha cagionato emiplegia dx ed afasia.
Ai venti giorni di ricovero in una struttura ospedaliera pubblica hanno fatto sèguito due mesi in una clinica per la riabilitazione.
A fine gennaio 2013 è stato dimesso e gli sono stati prescritti farmaci anticoagulanti e antidiabetici, oltre che una terapia riabilitativa motoria domiciliare.
Dal punto di vista neurologico non è stato ritenuto necessario prescrivere alcun farmaco.
Tuttavia il paziente dal punto di vista comportamentale sta palesando peggioramenti quotidiani: aggressività, irascibilità e refrattarietà all’accettazione del regime alimentare severo e nell’assunzione dei farmaci.
Mio padre era una persona amorevole, paziente e premurosissimo nelle attenzioni verso la famiglia; ora stiamo assistendo impotenti ad una metamorfosi psicologica e psichica verso la quale non siamo preparati e nè tantomeno siamo stati preparati da alcuna struttura sanitaria.
L’apporto del medico curante è modesto e per la prima visita neurologica domiciliare dobbiamo attendere ancora del tempo.
Le poche cognizioni su questa grave patologia che condiziona il malato ed i suoi cari le stiamo attingendo da internet, ma è chiaro che non è sufficiente ad affrontare il problema. La mia domanda è se questa forma di demenza è più o meno reversibile e cosa potrebbe indicarci come terapia farmacologica
RISPOSTA
Purtroppo non esistono farmaci che “curino” queste patologie neurologiche, ma magari si possono somministrare farmaci che agiscono sull’aggressività e l’agitazione, cioe’ sui problemi comportamentali. Io non posso indicare quali siano questi farmaci senza conoscere il paziente, che, da quel che leggo, ha il diabete (non so quanto grave e come trattato) e verosimilmente problemi vascolari. Bisogna controllare che la glicemia, la pressione arteriosa e la funzionalita’ cardiaca siano nella norma e, se non ci sono controindicazioni, si può prescrivere un farmaco, come l’aloperidolo appunto per le modificazioni del comportamento.
Tuttavia mi scrive che e’ afasico. Ma è stata diagnosticata una demenza vascolare o ha solo un’afasia conseguente all’ictus? ha altri deficit cognitivi? E’ stata fatta una valutazione neuropsicologica? Che tipo di afasia e’? E’ stata fatta una rieducazione del linguaggio? Due mesi di riabilitazione del linguaggio non sono niente. Dovrebbe durare almeno un anno. A volte l’agitazione dipende dal deficit di comprensione del linguaggio: un afasico non è demente. Non so poi se suo padre ha avuto tanti piccoli ictus passati inosservati che hanno determinato una demenza. Come vede non è possibile dare pareri con cosi’ pochi elementi disponibili e senza avere valutato il paziente.