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    DOMANDA

    Gent.mo prof.Paola,

    Mio figlio 17 enne, nato monorene con reflusso vescico ureterale, operato due volte (a 15 gg e 10 mesi di età), interventi effettuati senza successo in quanto il reflusso è regredito a due anni e mezzo spontaneamente, quando noi al rifiuto di un’altra operazione abbiamo richiesto una cistografia minzionale. Purtroppo gli esami ultimamente sono peggiorati. Le elenco valori principali:
    Hb 13,5 mg/dl
    creatinina, 2,71 mg/dl
    urea 76 mg/dl
    glicemia 90 mg/dl INDEX 2.2
    sodio 142 mEq/I
    potassio 3,66 mEq/I
    HbA5,0%
    tsh 1.1
    Cortisolo 8.6
    IGF 731.0
    IGRB 8495
    PTH 11.3 OSTEOCALCINA > 300NG/ML
    25-OH .Vitamina D 20.6 ng/ml
    calcitonina1.1
    albumina 25
    restanti parametri nella norma

    Assume 2 cmp cacit 1000 ai pasti,0.50 vitamina D al dì .Humatrope 1 cc al di’.Da circa 15 gg dieta iposodica ed ipoproteica.
    I nefrologi di Modena ci hanno consigliato di fare controlli per compatibilità a noi genitori per eventuale trapianto, che noi ovviamente faremo. La domanda è la seguente non esiste nessuna cura farmacologica? Il centro di Modena può essere considerato un buon centro? Quali sono i passaggi corretti da seguire? E’ vero ce è arrivato un nuovo medicinale in Italia antirigetto che riduce drasticamente gli effetti collaterali.
    Ringrazio e porgo distinti saluti.
    P.S.Può essere utile il fungo polyporus?
    Francesca Romana

    RISPOSTA

    Gentile Signora,

    purtroppo suo figlio ha sofferto della complicazione più grave e più frequente che colpisce i reni congenitamente malformati: l’infezione delle vie urinarie che a sua volta causa la pielonefrite. L’Insufficienza Renale Cronica, che suo figlio presenta in questo momento è purtroppo l’evento successivo e ineluttabile che porta alla dialisi e al trapianto renale. La Scuola di Nefrologia di Modena deve essere considerata fra le migliori in Italia tanto che suo figlio, per quanto mi ha scritto, è arrivato a questo stadio con normali indici di accrescimento. Questo è il momento giusto per verificare la possibilità di un trapianto da vivente e è da ammirare la disponibilità dei genitori.
    Oggi la terapia antirigetto ha raggiunto limiti eccellenti e c’è da prevedere ulteriori miglioramenti negli anni futuri.

    Distinti saluti,

    Nicola Di Paolo