DOMANDA
Mio cugino ha 28 anni ed è obeso(195cm per 200 kg) è un soggetto asmatico e ha un rene policistico che gli ha causato ipertensione arteriosa, mercoledì scorso è stato colpito da ischemia celebrale, non ha perso mai conoscenza era lucidissimo ma hanno dovuto indurgli il coma farmacologico e intubarlo perchè non riusciva a respirare per niente. Dopo 48 ore dall’evento gli è stata fatta la tac che ha mostrato una massa estesa al lato destro e più del cervello. Ma la cosa che ora preoccupa i medici è il cuore ingrossato che gli hanno trovato, non hanno trovato trombi, pensano ad un virus che possa aver contratto(lui ha un cane in casa e vivono praticamente in simbiosi può averlo trasmesso il cane?) penso sia importante individuare la causa per la terapia da attuare, intanto i battiti sono diminuiti!.
Vogliono praticargli dopo aver stabilizzato la situazione la tracheotomia e poi svegliarlo. Lo so che la situazione è complicata anche se lui è solo un ragazzo! Ho paura, ma rischia la vita? Vi prego ditemi quali sono i pericoli reali di questi giorni di angoscia che dovremo affrontare e nella speranza che Dio ci aiuti quali percorsi Antonio dovrà affrontare. Grazie di cuore aspetto fiduciosa una vostra spero celere risposta
lilly
RISPOSTA
parlando in freddi termini statistici a seguito di un ictus *ischemia cerebrale*, il 20 % dei pazienti muore e l-80 % sopravvive. Naturalmente in questa statistica, a mettere il paziente nel gruppo dell- 80 o in quello del 20 entrano i fattori di rischio e l-obesita e uno di massimo impatto. A quella si aggiunge poi una cardiopatia ovvero l-ingrossamento del cuore, quindi e azzardato dal di fuori senza vedere il paziente, fare una prognosi. Se, come dicono i suoi medici, si tratta di una infezione virale non si puo ne attribuire ne escludere la responsabilita della trasmissione al cane. Generalmente il virus in questione e quello erpetico cfhe si localizza nel lobo temporale da un lato, prevalentemente, e che, da quel lato, esercita un effetto massa. Quando e se il paziente fosse in coma per quell-effetto, andrebbe operato. Al momento, essendo sveglio, un intervento intracranico appare fuori questione. La decisione di addormentarlo per intubarlo ed assisterlo nella respirazione e stata senz-altro una decisione corretta. Se non vi saranno ulteriori complicanze al cervello, che si potrebbero vedere in una prossima TAC, l-infezione virale si risolve da sola, quindi, a parte il cortisone che senz-altro sara stato messo in terapia il paziente non abbisogna d-altro.