DOMANDA
Egregio Professor Veronesi. Chiedo a Lei , ed alla Sua Fondazione un consiglio e un’indicazione . sono un pilota di linea da 4 anni – ne ho 36 – lavoro acquisito per passione con molti sacrifici e ” gavetta” , e da un anno sto curando disturbi del sonno. Non volo su tratte intercontinenali, quindi non affronto fusi orari, ma le medie tratte richiedono anche un surplus di concentrazione per il numero di decolli e atterraggi quotidiani.Inoltre prevedono più volte in un mese partenze che mi richiedono sveglia alle 4,30 del mattino.
Mi sono rivolto a medici del sonno , che hanno affrontato il problema , ma ora a distanza di un anno,vedendo risolto il problema in modo molto parziale mi rendo anche conto di stare assumendo farmaci le cui “indicazioni e istruzioni” sono terrorizzanti. Pur fidando nei medici che mi curano, comincio ad avere dubbi, che vorrei sottoporre a medici che aderiscono ai suoi gruppi e alla Fondazione , per un consulto ma anche per un nuovo rapporto. Grazie
RISPOSTA
Caro Amico, anche se personalmente non soffro d’insonnia e mi riesce faciole superare il disagio del jet lag, comprendo la sua preoccupazione. La mia Fondazione è prevalentemente indirizzata alla ricerca oncologica ma per quanto riguarda la malattia del sonno sono certo che il centro Malattia del Sonno del San Raffaele Turro di Milano è in assoluto uno dei migliori in Europa e nel mondo. E’ quello che da anni ha creato una scuola di prim’ordine, è in contatto con centri analoghi americani (i primi in assoluto) hanno la più ampia casistica d’Europa, insomma se avessi un problema d’insonnia è lì che andrei a curarmi. Vada dal prof Enrico Smeraldi, a nome mio, che è il direttore del centro e vedrà che una soluzione soddisfacente la troveranno. Un augurio affettuoso e, visto che prendo spesso l’aereo per andare Oltreoceano e in altre parti del mondo, chissà che non ci incontriamo.
Umberto Veronesi