k squamocellulare rinofaringe

    DOMANDA

    Buongiorno Dott.ssa,
    a mia mamma (76 anni) è stato diagnosticato un carcinoma squamocellulare moderatamente differenziato del rinofaringe che ha infiltrato i tessuti parifaringei.
    La RM con contrasto ha evidenziato metastasi ai linfonodi bilaterali, agglomerato di 8 cm di diametro nel lato sx. Manca ancora l’esito della TC addome, pertanto è stato classificato T2N3bMx stadio IV A
    Attualmente segnala solo lieve dolore alle orecchie che viene risolto con EFFERALGAN 500 mg x 2 volte al giorno, mentre è presente in modo marcato affaticamento respiratorio per occlusione data dal tumore.
    L’unico intervento prospettato è stato RT palliativa in quanto paziente fragile (precedenti ischemie cerebrali, anche se ancora presente mentalmente e con funzione motoria non completamente compromessa)
    Ho visto un suo video nel quale spiegava l’associazione del trattamento di RT con CETUXIMAB e un nuovo farmaco di sperimentazione in fase III, FATINIB.
    Sebbene consapevole che i dati da me forniti non siano completi per una valutazione definitiva, vorrei chiederLe comunque se potrebbe essere un aiuto anche per mia mamma oppure se mi devo rassegnare alla sola terapia palliativa.
    Se la TAC non evidenziasse metastasi in altri organi, che consiglio darebbe?
    Sarei contenta anche solo se si potesse “ostacolare” la progressione della malattia.
    Ho letto anche di associazione di RT con IPERTERMIA: Lei può dirmi se sia o meno una terapia da considerare?
    La rigrazio molto.
    Nicoletta

    RISPOSTA

    Gentile Signora,

    per già avviato contatto mail con i miei collaboratori, le segnalo che ogni delucidazione da lei richiesta è esposta nella sua mail personale.

    Come anticipatole, siamo a disposizione in ogni momento a valutare la mamma, per la pianificazione delle cure.

    Cordialmente,
    dott.ssa Licitra.